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SEZ. ECONOMIA Tredicesima detassata, gli effetti sulla busta paga: «Aumenti fino a 1.800 euro». Le due ipotesi e la doppia simulazione

12 Ottobre 2025, 09:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Mancano ancora due mesi a Natale, ma in tanti la aspettano come manna dal cielo: parliamo della tredicesima mensilità, che intorno alla metà di dicembre fa le fortune dei tanti lavoratori dipendenti che ne hanno diritto. E tra le misure della prossima manovra di bilancio allo studio del governo e delle forze di maggioranza, ce n'è una che potrebbe rendere quei lavoratori ancora più felici, ovvero l'ipotesi di una detassazione della stessa tredicesima, caldeggiata soprattutto da Forza Italia e che rientrerebbe - insieme all'abbassamento dell'Irpef per il ceto medio - tra le idee per alleggerire la pressione fiscale sul lavoro. 

Quanto è tassata la tredicesima

Innanzitutto bisogna considerare che la tredicesima attualmente viene tassata esattamente come un normale stipendio, con i contributi al 9,19% del lordo e l'Irpef del 23% fino a 28mila euro, del 35% tra 28 e 50mila euro, e del 43% sopra i 50mila euro. Non si applicano però le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari.

Come scrive il Corriere della Sera, l'ipotesi non scalda, almeno per ora, il ministro dell'Economia Giorgetti: d'altronde dalle tredicesime arrivano quasi 15 miliardi di gettito annuo, e detassarle completamente avrebbe un impatto non indifferente sui conti pubblici. La fondazione nazionale dei commercialisti ha simulato gli aumenti in busta paga che deriverebbero da questa misura, con due ipotesi attualmente sul tavolo: la prima più difficile, la seconda meno. 

Le due ipotesi

La prima ipotesi prevede l'esenzione totale dall'Irpef: in questo caso un lavoratore con reddito lordo di 30mila euro l'anno vedrebbe un aumento in busta paga di quasi 500 euro, che diventerebbero oltre 850 in caso di reddito di 35mila euro, mentre chi ha un reddito di 50mila euro arriverebbe a ricevere oltre 1.200 euro in più, che salgono a 1.800 circa per i redditi di 60mila euro lordi annui.

La seconda ipotesi, più cauta - e anche più fattibile - prevederebbe invece un'imposta agevolata del 10%, per avere un impatto minore sui conti pubblici: per i redditi di 30mila euro significherebbe 270 euro in più, per chi ne prend3e 35mila oltre 600 euro di aumento, per chi prende 50mila euro sarebbero 870 circa, mentre salirebbe a quasi 1.400 euro il beneficio per chi ha un reddito di 60mila euro. LEGGO.IT

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