PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Studente arrestato per terrorismo: gestiva un canale jihadista e aveva manuali per fabbricare ordigni

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un giovane cittadino egiziano di 20 anni, residente con la famiglia in provincia di Lecco e iscritto all'università a Milano, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dagli agenti delle Digos di Milano e Lecco, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e in sinergia con l’Agenzia di Sicurezza Esterna. L’arresto, avvenuto lo scorso 21 maggio, è stato convalidato ieri, 23 maggio, dal gip del Tribunale di Lecco, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Secondo gli investigatori, il giovane era attivo online come amministratore di un canale di propaganda jihadista su una piattaforma social. Da qui manteneva contatti con esponenti dello Stato Islamico e diffondeva contenuti legati all’ideologia estremista. Durante la perquisizione domiciliare, la polizia ha sequestrato due manuali in lingua araba, stampati in proprio e riconducibili alla cosiddetta "Fondazione Al-Saqari per le Scienze Militari", contenenti istruzioni dettagliate sull’uso di telefoni cellulari come detonatori per ordigni esplosivi artigianali e sulla produzione di sostanze venefiche.
Nei dispositivi informatici del giovane sono stati trovati anche numerosi file multimediali e documenti digitali di propaganda riconducibili all’ISIS, tra cui video, immagini, testi e guide su tecniche di combattimento, costruzione di esplosivi, utilizzo di armi chimiche e strategie per l’anonimato online. Tra il materiale sequestrato figurano anche appunti manoscritti che, tradotti, riportano contenuti simili a quelli digitali, con riferimenti a noti teologi arabi radicali. Le evidenze raccolte hanno portato la Procura di Lecco a contestare il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (articolo 270 quinquies.3 del Codice Penale), introdotto dal recente “pacchetto sicurezza”. L'indagine, che ha preso avvio da fonti qualificate, è tuttora in corso e sarà ora seguita dalla Procura distrettuale di Milano, competente per i reati legati al terrorismo internazionale. LEGGO.IT
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