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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gemelle Cappa, slitta la convocazione: «Non sono loro le chiavi del mistero». La difesa di Stasi punta tutto su impronte e Dna

24 Maggio 2025, 07:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel nuovo capitolo del caso Garlasco, che si riapre a quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, i riflettori si spostano dalle attese mediatiche alle prove scientifiche. Mentre si vociferava di una possibile convocazione imminente delle gemelle Stefania e Paola Cappa, amiche storiche della vittima, fonti investigative smentiscono: al momento non è prevista alcuna loro audizione. Il motivo? Le indagini si stanno concentrando su ben altri fronti, in particolare sulle impronte 33 e 10, riemerse con forza dopo la nuova iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, e sulle richieste della difesa di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva. La prossima scadenza cruciale è fissata per il 17 giugno, quando partirà l'incidente probatorio che potrebbe cambiare per sempre le sorti del caso.

Le gemelle Cappa? Non saranno convocate a breve


Chi sperava in una convocazione imminente delle gemelle Stefania e Paola Cappa, testimoni chiave in potenza nel nuovo filone dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, resterà deluso. Le due giovani, amiche storiche della vittima e spesso evocate come possibili detentrici di verità taciute, non verranno ascoltate a breve dagli inquirenti. Non perché il loro ruolo sia marginale, ma perché le attuali priorità investigative puntano altrove. Le tracce da seguire, al momento, parlano soprattutto di impronte, sangue e Dna. 

Sempio e il misterioso elaborato su Chiara


Gli inquirenti hanno terminato l’ascolto degli amici di Andrea Sempio, il nuovo indagato nel caso, ma sono ancora a caccia di un documento cruciale: un testo scritto nel 2013 da Sempio durante un corso di giornalismo, nel quale avrebbe raccontato proprio l’omicidio di Chiara. Lo ha dichiarato lui stesso durante una perquisizione. Il contenuto di quell'elaborato, se recuperato, potrebbe rivelare dettagli inediti sul suo stato d’animo o sulle informazioni in suo possesso all'epoca. 

Le due impronte: 33 e 10, i nuovi fulcri del caso


Mentre si avvicina il momento chiave del 17 giugno, quando prenderà il via l’incidente probatorio su reperti finora mai analizzati o rivalutati con tecnologie più moderne, la difesa di Alberto Stasi gioca le sue carte. L’obiettivo è chiaro: ottenere nuovi esami sulle impronte 33 e 10, già repertate all’epoca dei fatti.

L’impronta 33, rinvenuta sul muro delle scale che portano al seminterrato dove venne trovato il corpo di Chiara, è al centro di una consulenza tecnica che la attribuisce ad Andrea Sempio. La traccia palmare è stata trattata con ninidrina, che evidenzia il colore rossastro nella celebre foto. Già sottoposta a test ematici nel 2007 (con risultati dubbi o negativi), la difesa chiede ora nuove analisi per verificare la presenza di sangue, in particolare se compatibile con quello della vittima. «Se in quella stessa impronta si trovassero sia i segni di Sempio che il sangue di Chiara, il valore probatorio sarebbe devastante», sottolinea il consulente Pasquale Linarello.

L’impronta 10, invece, si trova sulla porta d’ingresso della casa. Non appartiene a Sempio, né a persone note nell’ambito del caso (né amici, né familiari, né le stesse gemelle Cappa). È sicuramente una traccia di sangue, ma resta da stabilire se contenga solo Dna di Chiara, oppure quello di un soggetto maschile ignoto - come ha spiegato all'Adnkronos il consulente Pasquale Linarello - o addirittura una donna, ipotesi più difficile da verificare a causa della presenza predominante del cromosoma X della vittima. 

L’ombra lunga delle gemelle Cappa, ma il focus è altrove


In questo scenario, le gemelle Cappa restano figure di contorno, almeno per ora. La Procura sembra voler evitare distrazioni mediatiche e concentrarsi sui dati scientifici: impronte, tracce biologiche, compatibilità genetiche. La loro eventuale testimonianza potrebbe arrivare solo in una fase successiva, quando i nuovi elementi raccolti avranno chiarito — o complicato — il quadro accusatorio. Intanto, la difesa di Stasi spinge per approfondimenti digitali e biologici, convinta che la verità sulla morte di Chiara Poggi possa ancora emergere da quell’insieme confuso di segni e silenzi che il tempo, e la scienza, stanno finalmente tornando a decifrare.

LEGGO.IT

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