PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Papa Leone XIV, le origini italiane, spagnole e francesi di Robert Prevost: la famiglia devota e l'amore per le arti
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INSERITO DA ANGELA CECERE Robert Francis Prevost è stato eletto Papa con il nome di Leone XIV. Si tratta del primo pontefice statunitense e in particolare è originario di Chicago, nell'Illinois. Ma la sua discendenza è molto più ricca di così e accoglie elementi provenienti dall'Italia, dalla Spagna, dalla Francia e dal Perù (di cui ha ottenuto la cittadinanza dopo aver servito come vescovo di Chiclayo). La famiglia di Prevost, che ha frequentato la vivace comunità della parrocchia di St. Mary of the Assumption, è descritta dal Chicago Sun-Times con queste parole: «Erano conosciuti come musicisti, chierichetti, insegnanti dediti e devoti». Mamma "Milly" e papà Louis Robert Francis Prevost è nato nel 1955 al Mercy Hospital, come i suoi due fratelli (Louis Martin e John Joseph), all'incrocio tra la 25th Street e Prairie Avenue. All'epoca i suoi genitori avevano 35 e 43 anni e abitavano in una casa in mattoni di 110 metri quadri a Dolton, acquistata nuova nel 1949 con un mutuo di 49 dollari al mese. Il papà, Louis Marius Prevost, di origini francesi e italiane, aveva servito nel Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale e in quel momento lavorava in ambito educativo, come sovrintendente di alcune scuole e insegnante. La madre, Mildred Martinez Prevost, di origine spagnole, studiò biblioteconomia alla DePaul University e conseguì la laurea triennale all'età di 34 anni, mentre due anni dopo ottenne una magistrale in pedagogia. Due delle sue sorelle erano suore. I parrocchiani la ricordano come la dolce "Millie", «una di quelle donne che tengono in piedi una parrocchia, una presenza costante nella scuola», scrive il Chicago SunTimes. Aveva una voce impossibile da scordare e cantava nel coro della chiesa. I compagni di scuola: «Sapeva dove voleva arrivare» Il giovane Robert Prevost iniziò la scuola prima dei cambiamenti introdotti dal Concilio Vaticano II, per cui molte regole e pratiche sono ormai passate: ogni mattina gli studenti andavano a messa, che era in latino. Marianne Angarola, che ha frequentato la scuola con il pontefice, racconta: «Pregavamo con le mani con le dita rivolte al cielo, e dopo un po' ti stanchi di farlo e ti viene voglia di congiungerle. Prevost non ha mai congiunto le mani. Era semplicemente devoto. Non in modo sfacciato. Faceva parte della sua aura, come se fosse stato scelto personalmente, e lui l'accettava. E non era strano. Era gentile». Un altro compagno, il 70enne Joseph Merigold, afferma che era «la persona più intelligente della classe. Un tempo, ci facevano sedere in base al rendimento scolastico, quindi lui sedeva sempre al posto numero 1, che era in prima fila». E poi aggiunge: «Era anche un po' un burlone. Mi colpiva sempre in testa con una matita perché ero un tipo che stava allo scherzo». John Dougney, anche lui diplomato alla scuola elementare di St. Mary, ha affermato che anche all'epoca era chiaro quale strada Robert Prevost avrebbe intrapreso, ovvero quella verso il sacerdozio: «Alcuni di noi ci avevano pensato. Era una specie di sogno per la maggior parte dei giovani. Per lui, credo, era una vera vocazione. E, anche da giovane adolescente, sapeva cosa voleva fare e dove voleva arrivare»
LEGGO
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