PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Giornata Mondiale contro l’Aids, l'allarme: «Uccide 250 giovani ogni giorno. Le ragazze sono più a rischio»
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nonostante i progressi nella lotta all'Aids, la malattia continua a mietere vittime, in particolare tra i più giovani. Ogni giorno, 250 bambini sotto i 14 anni muoiono a causa di questa malattia, con un impatto devastante soprattutto sulle giovani donne, come evidenziato dall'Unicef in occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS, oggi 1° dicembre. Questa giornata è stata istituita nel 1988 durante un Summit mondiale dei ministri della sanità per promuovere la prevenzione dell'Aids. Dal 1987 al 2007, l'evento è stato gestito dall'Unaids, l'agenzia delle Nazioni Unite contro l'Aids, ed è considerata la prima giornata mondiale dedicata alla salute.
Nel 2023, ogni giorno 330 bambini tra 0 e 14 anni hanno contratto il virus dell'HIV. Complessivamente, oltre 90.000 bambini e adolescenti sono morti per cause legate all'Aids, il 73% dei quali aveva meno di 10 anni. L'accesso alle terapie antiretrovirali (ART) rimane un problema critico: mentre il 77% degli adulti sieropositivi può accedere ai trattamenti, solo il 57% dei bambini sotto i 14 anni e il 65% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni ne beneficia.
Tra gli adolescenti, il divario di genere è significativo: nel 2023, 96.000 ragazze tra 15 e 19 anni hanno contratto l'HIV, rispetto a 41.000 ragazzi. In Africa subsahariana, il problema è ancora più grave, con 9 contagi su 10 che coinvolgono ragazze adolescenti.
L’UNAIDS stima che 9,3 milioni delle 39,9 milioni di persone affette da HIV nel mondo non abbiano accesso alle cure salvavita. La discriminazione, la violenza di genere e la mancanza di educazione sanitaria continuano a rappresentare ostacoli insormontabili. Secondo Winnie Byanyima, direttore esecutivo di UNAIDS: «Le violazioni dei diritti umani impediscono al mondo di porre fine all'Aids. La discriminazione, la violenza e l'arresto per identità o orientamento sessuale compromettono l’accesso ai servizi essenziali per salvare vite e fermare la pandemi»
Nonostante il quadro globale preoccupante, ci sono segni di speranza. Diciannove Paesi e territori hanno ottenuto la certificazione per l’eliminazione della trasmissione madre-figlio dell'HIV e/o della sifilide. Tra questi, undici sono nelle Americhe, inclusi Belize e Giamaica, mentre in Africa spiccano Botswana e Namibia.
Secondo l’Unicef, però, c’è ancora molto da fare per garantire che i bambini e gli adolescenti possano accedere equamente a cure e prevenzione: «Molti Paesi hanno fatto passi da gigante, ma i più giovani non raccolgono ancora i benefici dell’accesso su larga scala ai servizi», ha dichiarato Anurita Bains, Direttrice Associata per l’HIV/AIDS.
Per ridurre l'impatto dell'Aids, è cruciale intervenire su più fronti: garantire l'accesso universale alle cure, combattere la discriminazione e promuovere l'educazione sessuale. Solo proteggendo i diritti fondamentali di ogni individuo sarà possibile porre fine a questa pandemia.
La scelta della data si deve a James W. Bunn e Thomas Netter, funzionari del Programma Mondiale sull’AIDS dell’OMS, approvata da Jonathan Mann, direttore del Programma, per garantire massima attenzione mediatica, essendo lontana dalle elezioni statunitensi ma prima delle festività natalizie.
Il simbolo della giornata è il nastro rosso (Red Ribbon), ideato nel 1991 da dodici artisti come segno di consapevolezza e supporto per le persone affette da HIV. Un momento emblematico fu nel 1992, durante il tributo a Freddie Mercury al Wembley Stadium, quando ne furono distribuiti oltre 100.000, con George Michael tra i partecipanti. Il nastro rosso si ispira ai nastri gialli usati per sostenere i militari durante la Guerra del Golfo.
Regione Lombardia ieri e oggi, in occasione della giornata mondiale ha illuminato i suoi palazzi di rosso, colore simbolo della lotta all'Aids. «Vietato abbassare la guardia - commenta il presidente Attilio Fontana - e proprio in questa direzione va la campagna di sensibilizzazione al contrasto alle infezioni sessualmente trasmissibili che Regione Lombardia attiverà sui propri canali social nei prossimi giorni. Dai giovanissimi ai meno giovani, è fondamentale essere informati per prevenire questo tipo di malattie». LEGGO.IT
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