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DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Esemplare ubicato all'ingresso del quartiere Tralia da ritenersi monumentale sia per la sua grandezza, sia perchè ricco di storia. Essenza di portamento da imponenti dimensioni , con folta chioma , dell'altezza di circa mt.30 e circonferenza di mt 3,00 .Per dette dimensioni si apprezza un'etá di oltre i cinquecento anni.Trattasi di pianta monoica appartenente alla famiglia delle fagaceae , presentandosi con fiori femminili di colore verde e con fiori maschili di colore giallognolo. L'esemplare produce frutti chiamati ghiande che, nel passato , erano una fonte di alimentazione.Oggigiorno il loro consumo per gli uomini è pressoché scomparso ,vengono invece utilizzate per alimentazione degli animali. Le ghiande hanno un largo consumo anche in cosmetica ed hanno proprietà astringenti e vaso-costrittrici . Impiegate anche in caso di geloni pelle e capelli grassi e,come lenitivi, per il cavo orale (sciacqui e gargarismi). Trovano anche spazio per tisane antidirrea e stanchezza. Il prototipo in questione è quasi universalmente considerato simbolo di durata nel tempo ,di lunga vita , di prosperità, di maestosità e soprattutto di forza . Albero, di assoluto rispetto con timori reverenziali , era meta di civette ,rapaci notturni , che con il loro canto malinconico incutevano paura agli antichi abitanti del posto .I locali sostenevano quindi che gli squittii di questi rapaci erano portatori di sventure ,di lutti e di rovine.Credenze popolari ,tanto sentite da provocare panico tra gli abitanti del posto.
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