GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Caserta, città trappola per disabili prigionieri dell'inciviltà

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INSERITO DA MORENA MOTTA CASERTA. Ieri è stata celebrata la giornata internazionale della disabilità, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto che l'inclusione delle persone con disabilità «è banco di prova della piena affermazione dei diritti umani». Includere vuol dire anche rendere vivibile la città. Caserta non lo fa, Caserta non è inclusiva. «Vivo in carrozzina da dieci anni dice Giovanni Russo -, da quando un maledetto incidente d'auto mi ha fermato le gambe. Prima, quando le usavo, non mi ero mai reso conto di che cosa volesse dire avere questa fortuna. Marciapiedi senza scivoli, buche nelle strade, negozi senza accesso per disabili erano per me un non problema. Saltavo i fossi, dribblavo le auto in sosta sui marciapiedi, salivo i gradini di accesso delle botteghe. Ora, se non sono accompagnato, non lo posso fare più. Non ho perso solo l'uso delle gambe, ho perso il diritto alla normalità, il diritto alla vita sociale». L'amarezza nelle parole del signor Giovanni sono testimonianza di una Caserta dove chi si muove in carrozzina non può attraversare le strade. Non una, quasi tutte. Dal centro alla periferia, da Vaccheria a San Benedetto, passando per le strade dello shopping, da un capo all'altro del capoluogo le strisce pedonali, per chi si muove sulle ruote, non sono accessibili, perché delimitate da marciapiedi. di Nadia Verdile IL MATTINO
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