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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Né fondi né iniziative: disabili abbandonati di fronte alle barriere

22 Ottobre 2022, 14:36pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Né fondi né iniziative: disabili abbandonati di fronte alle barriere - la  Repubblica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA PALERMO. Per la Sicilia l'abbattimento delle barriere architettoniche non è una priorità: Regione e amministrazioni locali sono sorde al grido d'aiuto delle associazioni dei disabili, al punto che nelle ultime campagne per l'elezione del sindaco e del presidente di Regione la questione non è stata nemmeno sfiorata dai candidati. Senza contare che quest'anno le risorse destinate al comparto ammontano a circa 44mila euro, più o meno quanto le spese di cancelleria della presidenza della Regione. I due giorni da incubo a Palermo con un turista paraplegico che ha raccontato ieri Repubblica sono diretta conseguenza di questa assoluta mancanza di volontà di trasformare la città a misura di carrozzina, di eliminare gli ostacoli che impediscono ai disabili di muoversi in autonomia. Ma accanto all'assenza della politica c'è l'inciviltà di una parte dei palermitani: le auto parcheggiate agli incroci o sui marciapiedi amplificano il problema, i controlli della polizia municipale sono sporadici con appena 400 agenti su strada a fronte di oltre mille effettivi. Elemosine in bilancio Poco più di 700mila euro per il 2021 e appena 40mila per il 2022. Sono una miseria le risorse destinate dal governo centrale alla Regione per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati di tutta la Sicilia. Cifre leggermente più alte nel periodo precedente, con circa 5,6 milioni per il triennio 2018-2020. Tenendo conto che quest'anno molti interventi (come per esempio le sostituzioni degli ascensori) rientrano nell'efficientamento energetico e dunque nel bonus del 110 per cento, rimane l'evidenza che fino al 2021 la Sicilia erogava contributi per poco meno di due milioni l'anno da dividere per le nove provincie. "Questo perché mancano i progetti su cui chiedere il contributo: sono rarissimi i privati che decidono di spendere soldi per abbattere le barriere, soprattutto nei condomini", sottolinea Marcella La Manna, ex Garante per la disabilità del Comune di Palermo, nominata nel 2018, dimissionaria nell'aprile scorso in polemica con la giunta di Leoluca Orlando. Le guerre nei condomini Un anziano che non riesce più a camminare, una donna colpita da una malattia neurodegenerativa, un ragazzo finito su una sedia a rotelle dopo un incidente in moto. Situazioni che possono cambiare le esigenze all'interno di un palazzo residenziale. Da un giorno all'altro diventa necessario abbattere le barriere architettoniche in palazzi antichi come in quelli costruiti dagli anni Sessanta al duemila. "I condomini dove i proprietari sono riusciti a mettersi d'accordo si contano sulle dita di una mano - continua La Manna, candidata per la Lega alle Comunali di giugno - Moltissimi litigano per anni, senza trovare un compromesso. D'altronde, se l'esempio è un'amministrazione che per tre anni non è riuscita a convocare un tavolo tecnico sull'abbattimento delle barriere, come biasimarli?". Un piano atteso da 36 anni La normativa nazionale che impone agli enti locali un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) è datata 1986, ma da allora pochissime città si sono dotate di questo strumento urbanistico. Palermo non ha neppure aperto un tavolo tecnico con il Garante per le disabilità e le associazioni per discutere sulle criticità della città. La Regione Lombardia, per convincere i sindaci recalcitranti, ha avuto l'idea di legare all'approvazione di questi piani l'erogazione dei fondi del Pnrr: in sostanza i Comuni lombardi che non si doteranno dei Peba non potranno accedere ad alcuni bandi e finanziamenti regionali e vedranno ridotti i contributi nazionali dei fondi Pnrr relativi a opere pubbliche e alla messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Uffici ok, male i trasporti L'unico settore nel quale l'attenzione ai portatori di handicap è visibile sono gli uffici pubblici che negli anni si sono quasi tutti dotati di scivoli, ascensori, bagni e spazi a misura di disabile. Il Comune di Palermo, come la Regione, è facilmente accessibile. Non va altrettanto bene negli ospedali. "A volte mi rendo conto di quanta superficialità c'è nel fare le cose: negli ambulatori del presidio Albanese, dove andiamo per le visite del medico legale per rinnovare i pass per disabili, hanno realizzato una rampa impercorribile dalle carrozzine - racconta Roberta Cascio, vicepresidente della giunta regionale del Comitato italiano paralimpico - hanno seguito la pendenza delle scale come se fossimo scalatori". Peggio ancora sul fronte trasporti: "La metropolitana che passa per la stazione Notarbartolo è inaccessibile - continua Roberta Cascio - i treni sono vecchi e persino chi cammina fa fatica a salirci". Capitolo autobus: l'Amat fa sapere che i mezzi con la pedana sono la maggioranza e sono in servizio sulle linee principali. Peccato che molte delle pedane siano fuori uso "per le molte buche che danneggiano il sistema di apertura", dicono dall'azienda. di Francesco Patanè La Repubblica

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