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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Blitz a Giugliano, in manette latitante del clan e la moglie: soldi, droga e armi in casa

27 Novembre 2021, 08:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Blitz a Giugliano, in manette latitante del clan e la moglie: soldi, droga  e armi in casa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Salvatore Lazzaro, 28enne napoletano, ritenuto elemento di spicco del clan Puccinelli operante nel Rione Traiano e zone limitrofe. L’uomo, irreperibile dal 13 settembre del 2021, giorno della sua scarcerazione, era destinatario di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria partenopea per i reati di violenza e minaccia, lesioni personali aggravate – reati commessi nel 2013 – porto e detenzione illegale di armi e furto aggravati dall’articolo 7 L. 203/91 commessi nel 2016 per favorire la compagine camorristica di cui faceva parte. Il blitz a Giugliano Arrestata anche la moglie Durante le fasi della cattura sono stati rinvenuti e sequestrati più di 4mila euro in contanti, una pistola, una cinquantina di proiettili, 108 grammi di cocaina e pochi grammi di hashish. Per questo motivo è stata arrestata anche la consorte di Lazzaro che risponderà insieme al marito di detenzione abusiva di armi e detenzione di droga a fini di spaccio. Da successivi accertamenti è emerso che i coniugi fossero entrambi percettori indebiti del reddito di cittadinanza. La 30enne è stata sottoposta agli arresti domiciliari mentre l’uomo è ora in carcere e dovrà scontare la pena di 5 anni e 3 mesi di reclusione. Le dichiarazioni di Genny Carra su Salvatore Lazzaro A parlare ai magistrati dei contrasti interni al gruppo del Rione Traiano il pentito Genny Carra che ha spiegato come scoppiò la scissione (leggi qui l’articolo completo). «Una sera, mentre ero con Lazzaro, Manauro, Cozzolino e Basile “cozzecanera” da “Agostino”, un chiosco che si trova di fronte allo “Chalet Delle Rose” a Mergellina, arrivò Francesco Petrone in auto e iniziò a inveire contro di loro dicendogli che invece di perdere tempo dovevano andare a lavorare nelle piazze di spaccio. Io mi trattenni con Petrone cercando di calmarlo e dicendogli che erano ragazzi validi e non andavano tratti in quel modo. I quattro invece andarono via. Capii subito che avevano brutte intenzioni». Fu quello l’inizio della scissione che insanguinò per due anni l’area flegrea determinando un riposizionamento radicale degli assetti in campo culminato con il maxi blitz che scompaginò il clan Puccinelli-Petrone. INTERNAPOLI

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