Zandvoort 05/09/2021:
Qui la Formula 1 manca da 36 anni, quindi è normale che ci sia grande attesa e grande spettacolo di pubblico.
Tra le dune di Zandvoort, in uno scenario brullo e incontaminato, va in onda una battaglia serrata tra due forti antagonisti che promettono di “rivaleggiare” fino all'ultima curva. Senza esclusione di colpi.
72 giri da assaporare tutto d'un fiato.
Ai nastri di partenza Verstappen ribadisce, come in Pole, di essere lui il migliore, facendo un'ottima partenza. E' in testa alla gara e intende rimanerci fino alla fine. Ma è lunga.
Grande partenza anche per Fernando Alonso che riesce a mettere in scia più di qualche scuderia inizialmente meglio piazzata. Le premesse sono buone. L'olandese della Red Bull impone subito un ritmo di gara infernale. Una macchina veloce, l'orizzonte lontano, il vento tagliato letteralmente in due dagli alettoni e dall'aerodinamica del reattore. C'è una strategia da seguire. Sarà quella che ti porterà lontano. Ma nulla corre più del desiderio di primeggiare.
La magnificenza del mondo si arricchisce di una bellezza nuova: la bellezza di un asfalto di cemento che viene aggredito costantemente dalla potenza di bolidi ruggenti che come in un quadro di cubismo post-impressionista che si ispira alla solidità delle forme, disegnano traiettorie impossibili, neanche fossero Cezanne o Picasso. Auto che con i loro boati sembrano correre su colpi di mitraglie e sfidare il vento. La gara decolla: al 23° giro Pit Stop per Verstappen. Bottas ne approfitta per diventare nuovo leader. Il pilota finlandese della Mercedes è chiamato a una gara da vero “scudiero” per aiutare Hamilton. Nel frattempo il ferrarista Leclerc attacca Gasly per il 4° posto cercando in ogni curva o mini-rettilineo lo spiraglio buono per infilarsi di soppiatto. Verstappen non molla il leader momentaneo della corsa, Bottas, va all'attacco con determinazione e lo passa con grande precisione. Il finlandese ora sembra sotto tono e al 32° giro si ferma per un Pit Stop che consente al pilota olandese di rafforzare il suo vantaggio.
Si ferma anche Sainz. Lo spagnolo poi rientra al 7° posto dietro ad Alonso. In testa alla corsa c'è un confronto acceso Red Bull-Mercedes che infiamma lo scenario che rischia di cambiare continuamente nelle sue posizioni.
41° giro: rientra Verstappen ai box per cambio gomme. Mette le dure e quando rientra lo fa addirittura da protagonista, passando davanti a tutti. Sembra un'oligarchia la sua, ormai. Poco prima ci aveva provato Lewis Hamilton a impensierire la Red Bull mettendo le gomme gialle ma la beffa è che il campione del mondo in carica rientra nel traffico ed è costretto a rallentare.
La Mercedes, a dire il vero, le sta provando tutte per impensierire il leader della corsa, ma l'olandese non sembra patire. I tifosi lo spingono col loro entusiasmo ogni giro che compie lì davanti alla tribuna. Già pregustano il grande trionfo.
Al 60° giro, le posizioni appaiono congelate. Solamente le soste ai box o qualche imprevisto potrebbero cambiare le prime sei posizioni che per il momento sono appannaggio di Verstappen-Hamilton-Bottas-Gasly-Leclerc e Sainz.
C'è un fatto tecnico da rilevare: come nel GP d'Ungheria, se vai fuori traiettoria, le gomme si sporcano tanto e poi ci metti davvero tanto per ripulirle. Tocca tenere sempre una scia corretta.
Hamilton nel frattempo, sta calando la propria prestazione in gara scivolando a quattro secondi dalla testa. Sembra avere le gomme molto usurate.
Non manca molto alla fine della gara e alla esaltante passerella.
Vince Verstappen su Red Bull. 2° Hamilton che fa anche registrare il giro più veloce. Alonso supera Sainz nell'ultimo giro e porta a casa la 6^ posizione. Sainz 7°, Perez 8°, Ocon 9°.
Fumogeni “orange” e tanto entusiasmo da parte dei tifosi accolgono l'impresa del campione di casa.
Appuntamento al 12 Settembre a Monza per un altro entusiasmante capitolo.