CAMPANIA NEWS Covid, in Campania test salivari a scuola: eccome come si faranno
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INSERITO DA MORENA MOTTA Lucia Fortini, da assessore regionale alla Scuola, ci aiuti a fare chiarezza sul fronte del test salivari cui saranno sottoposti gli studenti della Campania al ritorno nelle aule il 15 settembre.
1 Si tratta di un esame obbligatorio? «No, i test salivari non sono obbligatori. Ci si sottopone a questo esame su base volontaria».
2 Il pagamento è a carico dei cittadini? «No, si tratta di test assolutamente gratuiti. Le spese sono a carico dello Stato. I kit li fornisce il ministero della Salute».
3 Qual è la fascia di età degli studenti coinvolti in questo screening? «Va dai 6 ai 13 anni. Abbiamo allargato la platea a tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado portando da 11 a 13 anni il limite».
4 Perché sono stati coinvolti anche ragazzi che potenzialmente potrebbero fare il vaccino? «Perché sono comunque a contatto, in classe e a scuola, con altri studenti che non sono ancora in una età che consente di accedere all’immunizzazione. E c’è una quota ancora rilevante di non vaccinati».
5 Quanti sono gli studenti che frequentano la secondaria, insomma le scuole medie, ultradodicenni che si sono già vaccinati? «Nella fascia di riferimento — dai 12 ai 19 anni — il 50 per cento di ragazzi risulta già vaccinato. Ma se si scorpora il dato viene fuori che i diciannovenni sono per il 77 per cento immunizzati e i dodicenni sono fermi appena al 16 per cento».
6 Chi sarà materialmente a sottoporre ai test i ragazzini? Il presidente De Luca aveva indicato la possibilità di delegare alle famiglie al prelievo dei campioni salivari. «Coinvolgere i genitori degli studenti è una ipotesi possibile, alla quale abbiamo pensato, ma non è ancora stato definito con certezza. Il protocollo sarà messo a punto nel corso di una riunione in programma nelle prossime ore con il ministero della Salute».
7 Dopo il prelievo, chi sarà a valutare tecnicamente i risultati dei test? «La diverse Asl di riferimento: ci saranno postazioni nelle diverse scuole presso le quali — se dovesse essere delegato alle famiglie il prelievo, — saranno consegnati i campioni».
8 Nel caso di una positività come si procede? «Si procede come di consueto, procedendo con il tampone. Ma le Regioni hanno intanto chiesto l’eliminazione dell’obbligo di quarantena per uno studente con doppio vaccino che risulta negativo al tampone di controllo».
9 I presidi come hanno accolto il progetto di screening? «Lo sapremo con certezza a breve. Incontreremo i dirigenti scolastici entro domani e valuteremo la loro posizioni».
10 Le scuole dove procedere con i test saranno scelte in base alla disponibilità dei dirigenti d’istituto? «Sì, proprio perché stiamo parlando di esami cui sottoporsi su base volontaria».
11 Quanti controlli sono previsti? «Circa cinquemila a settimana, ma puntiamo a quota diecimila. Vogliamo arrivare a quarantamila test in un mese».
12 Quale principio sarà adottato per garantire la rotazione fra scuole? «Sarà indispensabile mantenere la proporzione su base provinciale e territoriale per avere un effettivo riscontro della situazione su tutta la regione».
13 Passiamo all’immunizzazione. Saranno sistemati i camper per i vaccini fuori dalle scuole: in questo caso con quali criteri si procederà? «Anche qui occorre la disponibilità e l’appoggio dei Capi di istituto. É chiaro che se una scuola ha un cortile e comunque ampi spazi ha maggiore disponibilità. In alcune zone questi camper possono diventare veri e propri hub vaccinali per tutto il quartiere. Sopratutto in zone meno centrali dove le scuole sono un riferimento per la comunità e la presenza dei camper può essere un segnale di fiducia, di incoraggiamento a vaccinare i propri figli e anche se stessi. Una funzione dunque baricentrica per affrontare le emergenze legate al Covid».
FONTE https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it di Anna Paola Merone
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