IL DIARIO DI PRIMULA GALANTUCCI A MIO PADRE

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di Primula Galantucci Non ti ho pensato
me lo sono imposto
e per tutti questi anni, volontariamente,
non ho più pensato a te.
A te che sei scappato via su un pianeta irraggiungibile
a te che sei stato il mio primo amore
che hai saputo donarmi una carezza
a te che mi hai regalato la vita: questa vita!
Non ti ho più pensato
perché altrimenti il buio che mi circonda
sarebbe diventato tenebra
e poi un giorno qualunque
che non serba una particolare data da ricordare
mi appari all’improvviso
nei colori opachi di un cielo plumbeo
in un lontano profumo della pioggia in arrivo.
Mi appari con prepotenza nel ricordo di un abbraccio
in quella sensazione di non cedere all’impotenza
di trovare sempre la forza necessaria per sconfiggere
il vuoto di tutto quello che abbiamo intorno,
la cattiveria di chi vuole vederci sconfitti.
Mi appari improvvisamente e così ti penso
e so di non essere sola.
(Primula Galantucci)
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