GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Mappati" 42 siti. Chiuso il lavoro per il piano anti-barrie

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inserito da Michele Pappacoda CORDENONS. Quarantadue percorsi pedonali analizzati sul posto per un totale di 50 chilometri, 18 gli edifici pubblici (dal municipio alle scuole) del territorio comunale, 7 le strutture sportive, 31 le aree verdi, 22 i parcheggi e 5 le piazze. Sono i “luoghi” di Cordenons mappati in due anni di lavoro alla ricerca delle barriere architettoniche a quella che è la autonoma mobilità di soggetti fragili, perché anziani o perché con disabilità. Gli elaborati di questo studio effettuato sul campo ai fini della redazione del Peba, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, sono stati consegnati in questi giorni all’amministrazione comunale. «Ora seguirà l’esame della documentazione – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Netto – che porterà a stilare assieme al professionista incaricato un programma di interventi futuri volti alla eliminazione delle criticità (con quantificazione degli oneri economici). Il Peba sarà poi portato all’approvazione del Consiglio comunale». L’iter non si è quindi ancora concluso del tutto, ma secondo Netto si è a buon punto. Per trasformare Cordenons in una città libera da barriere architettoniche, l’amministrazione stima interventi per milioni di euro realizzabili in non meno di una decina di anni. Lo studio, costato 15 mila euro, è stato condotto da un professionista esterno, Clelia Mungiguerra, con un incarico affidato dal Comune ad ottobre del 2018. Attesa già per la prima metà di quest’anno, la consegna della documentazione ha subito dei ritardi dovuti alle restrizioni di movimento legate alla pandemia che ha rallentato il lavoro sul campo. «Quando si vedrà la mole di lavoro svolta – commenta l’assessore – si capirà meglio il tempo che si è reso necessario per produrlo. Dopo di che il consigliere Gianni Ghiani (Pd) spiegherà a tutti quello che intendeva dire in consiglio comunale quando affermava “che ci vuole a fare un Peba!”». Durante il percorso, l’amministrazione ha cercato anche, seppur con scarso risultato, di dare una connotazione “partecipata” allo studio attraverso un questionario per la cittadinanza in cui segnalare criticità su percorsi pedonali, edifici pubblici, parcheggi, l’accessibilità di altri luoghi aperti al pubblico e i trasporti pubblici. «C’era anche un accordo con le associazioni che si occupano di disabilità – precisa inoltre l’assessore – per effettuare insieme dei sopralluoghi, ma anche in questo caso le restrizioni anti-Covid nei mesi scorsi ci hanno portato a dover rinunciare». Quello che si è appena concluso è un lavoro certosino consistente nella ricognizione degli “ostacoli” e pericoli per la mobilità presenti sul territorio cordenonese – su strade e edifici pubblici – che è stato fatto a tappeto ed in modo critico lungo le direttrici principali e maggiormente frequentate. (mi.bi.) Messaggero Veneto del 21/12/2020
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