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COSTIERA AMALFITANA NEWS IL PROFESSORE SIGISMONDO NASTRI RICORDA IL TERREMOTO DEL 1980

24 Novembre 2019, 08:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA 23 NOVEMBRE 1980: QUEL BRIVIDO FREDDO CHIAMATO TERREMOTO
Abitavo a Maiori nel parco Cocomero, in via Gaetano Capone. Quella domenica, 23 novembre, eravamo appena tornati dalla messa, celebrata dal parroco di Conca don Antonio Acampora, nella chiesa di san Domenico (che poi è rimasta chiusa per oltre un trentennio), io, mia moglie e Antonio, che aveva otto anni. Erano le ore 19.34. Mia madre, rimasta a casa, teneva in braccio Manuela, l'altra nostra figlia, di appena due anni, quando tutto cominciò a tremare con violenza spaventosa. I soprammobili cadevano con fragore dalle mensole e dai ripiani. Il palazzo oscillava come il pendolo d’un orologio.
Stavamo al quarto piano, quasi a ridosso della spiaggia, il vetro del balcone proiettava nello sguardo la superficie del mare incredibilmente piatta.
Appena la scossa passò, dopo quaranta interminabili secondi, mia madre si precipitò al piano di sotto da mio padre, che era rimasto solo. Giusto il tempo di buttarci qualche coperta addosso, e scappammo giù terrorizzati. Seguirono altre scosse, quelle cosiddette di assestamento. E' la prassi, informano i geologi. Ma una prassi che aggiunge panico a panico.
Sapemmo dopo - non avevamo portato con noi nemmeno una radiolina - dell'immane tragedia causata dal sisma in vaste aree della Campania - in Irpinia, soprattutto - e della Basilicata: magnitudo 6.9, 280.000 sfollati, quasi tremila morti, poco meno di novemila feriti.
Per molte notti dormimmo in auto, sul lungomare. Stretti stretti sui sedili, in modo da difenderci dal freddo. Ci mancava il coraggio - come a tantissimi altri - di rientrare nelle abitazioni.
A ripensarci ora, ci andò bene, perché Maiori, paura a parte, non subì danni rilevanti.
Sigismondo Nastri (da: mondosigi.com)

I COMMENTI DA FACEBOOK

 
 
 
 
 
 
Commenti
 
  • Pina Nasta Picca Momenti tragici... sempre presenti nelle nostre menti e nei nostri cuori
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  • Pia Amalfitana Ero da 20 giorni a Milano ed il mio cuore è la mia testa erano ad Amalfi con mia sorella e mia madre. Fui invitata a passare dopo pranzo da alcuni amici amalfitani trapiantati e li sentii le notizie. Sono iniziati giorni lunghi e bui, abitavo in un istAltro...
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  • Enzo Laudano Ero un ragazzino di 14 anni, ma ricordo bene quanto accadde quel giorno. Era stata una bellissima domenica di novembre, assolata, con tanta gente per strada. Stavo sul lettino della mia stanza di un appartamento situato al quarto piano di un palazzo in via Nuova Chiunzi, a Maiori, a guardare la partita di campionato in differita della Juve, allorquando improvvisamente tutto cominciò ad oscillare, tra movimenti alternati, di tipo ondulatorio e sussultorio. A un certo punto, mi trovai a terra, praticamente sbalzato dal lettino in seguito alle fortissime scosse, che sembravano interminabili. Alla fine, come tutti, feci di corsa, le scale del palazzo, atteggiamento alquanto imprudente ma comprensibile, assieme alla famiglia, prendemmo riparo nella hall dell'hotel Sole, che ospitò parecchi sfollati. Successivamente, fui ospitato a Conca, dai miei parenti. Il palazzo, sebbene lesionato, fu dichiarato agibile. Da quella drammatica vicenda, come sappiamo, a parte i senzatetto nei containers, molti soggetti, anche in costiera ne approfittarono per sfruttare a proprio vantaggio la situazione, a vario titolo, purtroppo.
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