SEZ SALERNO E PROVINCIA NEWS - L’Eldorado Battipaglia cancellato dalla crisi

inserito da Leone Buongiorno In dieci anni polverizzato l’intero tessuto produttivo: 100 aziende fantasma.
BATTIPAGLIA - Una foto sgualcita, ingiallita dal tempo che scorre, scattata 50 anni fa, alla stazione di Battipaglia. I cittadini occupano i binari: l’Italia è bloccata da una protesta. È la grande rivolta del 9 aprile del ‘69, una delle ultime del Meridione: la gente protestava per l’annunciata chiusura del tabacchificio e dello zuccherificio. Ci furono due morti. Fu una giornata di furia: Battipaglia chiedeva lavoro. Da allora è passato mezzo secolo, ma la più grande necessità, alle porte della Piana del Sele, resta proprio quella: il lavoro. Quota “meno cento”. L’area di crisi e la Zes non bastano. Nel giro di un decennio, sono svanite più di cento aziende: piccoli, medi e grandi imprenditori che hanno chiuso, sono falliti o hanno radicalmente cambiato la tipologia di lavorazioni. È infausto il bilancio relativo alle attività manifatturiere che emerge dalle cifre del Registro delle imprese: nel 2008, a Battipaglia, erano censite 760 ditte di quel campo; nel 2018, a distanza d’un decennio, nell’elenco sono rimaste appena 637 società. Meno 123. Sedici imprenditori su cento hanno gettato la spugna, lasciando senza posto un migliaio di lavoratori. E se le aziende registrate sono 637, quelle attive sono appena 527: di mezzo ci sono cento ditte fantasma, che hanno cessato le lavorazioni, le hanno sospese provvisoriamente oppure fanno i conti con le procedure di liquidazione. Così la più grande area produttiva industriale della Piana del Sele e tra le più importanti dell’intera provincia è diventata un deserto. A farne le spese sono state soprattutto le industrie alimentari: nel 2008 ce n’erano 168 registrate e 131 attive, ma un decennio dopo sono calate rispettivamente a quota 124 e 99. Un’ecatombe. Le 39 imprese che ricavavano prodotti dai minerali non metallici, invece, ora sono 28: ce n’erano 31 attive, ma oggi sono calate a quota 23. In fumo pure la lavorazione del legno: nel 2008, le industrie del legname all’opera, a Battipaglia, erano 31; dieci anni dopo ne mancano all’appello 9. Tagli pure al tessile: le imprese scomparse sono 6. Più di una ogni biennio. Sono cresciute, invece, le imprese che operano nel campo della plastica: nel 2008, ce n’erano 46 censite, mentre oggi, nel Registro, compaiono 55 società. L’annus horribilis è stato il 2014: alla Camera di Commercio c’erano 630 imprese registrate, ed appena 516 erano operative. Poi una lievissima, quasi impercettibile, ripresa fino al 2017, quando le ditte all’opera erano 531, a fronte delle 640 registrate, ma nel 2018 s’è verificato un nuovo calo, che ha portato l’elenco delle società iscritte a quota 637 la lista di quelle attive a 527.
fonte di Carmine Landi La Città
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