GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili maltrattati alla Stella Maris: «Mio figlio senza un testicolo dopo le botte»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FAUGLIA. Lo slogan della struttura che accoglie i loro figli è “Scienza e amore”. Ma i genitori di 23 ospiti della residenza di Montalto di Fauglia, gestita dalla Stella Maris, l’istituto per adolescenti e giovani adulti con patologie neurologiche o con disturbi psicopatologici, ritengono che a mancare sia stato soprattutto il cuore. L’amore e il rispetto per gli ospiti, per la loro serenità. Anche per questo ora le famiglie che hanno denunciato i maltrattamenti si aspettano un processo rapido e che faccia chiarezza su quanto è avvenuto nell’istituto. L'udienza preliminare prevista per il 31 gennaio a Pisa è stata rinviata al 5 febbraio per incompatibilità del giudice. Grande la delusione delle famiglie.
Dalle indagini è emerso che le condotte di alcuni operatori erano recidive e già finite al centro di indagini fin dal 2002, mentre i fatti al centro dell’attuale indagine sono del 2016. Nel 2002 un operatore era stato segnalato per un’aggressione ai danni di un disabile che era stato addirittura legato. Uno dei primi genitori a denunciare è stato Giuseppe Iacobellis (nella foto a destra). «Nel 2006 mio figlio – racconta – è stato all’ospedale per tre volte in due mesi, sempre in seguito alle percosse che aveva ricevuto. Oltre ad aver riportato un trauma cranico, mio figlio ci ha rimesso un testicolo. Sono stato risarcito e ho devoluto tutto in beneficenza. Trovo vergognoso che quei comportamenti siano stati ripetuti a distanza di tempo senza che nessuno abbia fermato gli operatori. Oggi voglio anche dire che all’epoca, quando denunciai, fui avvicinato da un dirigente che mi sussurrò di lasciar perdere, altrimenti mio figlio non sarebbe più rientrato nella struttura».
Oggi più che mai i genitori sentono il bisogno di essere rassicurati rispetto a come vengono seguiti i loro figli. Per questo si sono presentati compatti in tribunale e quasi tutti si costituiranno parte civile. Hanno anche realizzato una maglietta con l’immagine di alcuni palloncini colorati, che indosseranno durante il processo. Tra loro c’è anche Antonella Bonanni, che con la sua denuncia, con la forza di andare dai carabinieri, è riuscita a mettere in moto le indagini che hanno portato all’attuale processo. Fu una decisione sofferta la sua. Ma oggi Antonella sa di avere fatto la cosa giusta: «Abbiamo bisogno che sia fatta giustizia per come sono stati trattati i nostri bimbi. Dopo tanto tempo, tutti noi ne sentiamo il bisogno». «Mi sento stranita – dice Antonella Carta Adamo, presidente dell’Agosm, Associazione dei genitori degli ospiti della Stella Maris –. Mi fa stare male solo il pensiero che mio figlio sia stato maltrattato. Ci dispiace anche avere scoperto con un effetto a sorpresa l’incompatibilità del giudice all’inizio del processo. I nostri figli, come si vede dalle immagini riprese dalle telecamere installate dai carabinieri nel refettorio, sono stati maltrattati in modo gratuito. Quando siamo stati chiamati dalla Procura pensavamo di vedere degli interventi di contenimento un po’ anomali e invece erano vere e proprie violenze».
Gli ospiti coinvolti nella vicenda sono 23. Numeri importanti che ne fanno probabilmente il più grande processo per maltrattamenti sui disabili in Italia. E le persone offese sono residenti
a Pisa, Siena, Livorno, Pescia, Barga, Vicopisano, Capannori, Cascina, Montignoso, Signa, Prato, Empoli, Castelfiorentino, Viareggio, Lamporecchio e Piombino, a dimostrazione di quanto la Stella Maris sia riconosciuta come punto di riferimento per chi soffre di gravi forme di autismo.
di Sabrina Chiellini IL TIRRENO
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