PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Migranti, il caso Sea Watch all’esame dell’Ue: oggi il vertice a Bruxelles

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si riunisce il Consiglio dei ministri degli Affari generali, mentre la nave dell’Ong resta in mare, al largo di Malta, in condizioni critiche. Situazione difficile anche sulla Sea Eye. Il governo italiano, sulla linea di Matteo Salvini, conferma: nessuno sbarco. Mentre le navi delle ong Sea Watch e Sea Eye sono in emergenza al largo di Malta, la questione migranti è al centro del dibattito a Bruxelles. Oggi infatti nella capitale belga si tiene il Consiglio dei ministri degli Affari generali Ue. Il governo italiano, sulla linea di Matteo Salvini, intanto conferma: nessuno sbarco. Sul decreto sicurezza, però, sono sei le regioni pronte a presentare un ricorso alla Corte costituzionale. I casi di Sea Watch e Sea Eye Contatti sono in corso tra diversi Paesi dell’Ue per accogliere i migranti che si trovano sulle imbarcazioni in stallo. Ieri la portavoce di Sea Watch Italia ha chiesto un porto sicuro per i 49 migranti, “molti dei quali in mare da più di due settimane”. "Queste persone sono in mare da 17 giorni, stanno vivendo ammassate in una stanza”, ha spiegato. A bordo, inoltre, alcune persone hanno rifiutato il cibo. Mentre sulle condizioni sulla Professor Albrecht Penck, la nave della ong Sea Eye, il 7 gennaio il capo delle operazioni ha fatto sapere che le forniture di acqua potabile a bordo, dove sono presenti 17 migranti (tra i quali una donna e due bambini) soccorsi lo scorso 29 dicembre, sono "rigorosamente razionate”. Il vertice Ue e lo stallo con Malta Nell’esecutivo italiano passa la linea del ministro degli Interni: “Nessuno sbarco in Italia. Sarebbe un segnale di cedimento che fa dire agli scafisti. Io dico basta”. Questo nonostante ieri, secondo alcune indiscrezioni, Palazzo Chigi stesse valutando di accogliere 15 dei migranti bloccati sulle due navi: bambini, donne ma anche i mariti per non smembrare i nuclei. Nel frattempo si è mossa anche l’Europa, con il vertice atteso per oggi e con una decina di Paesi - tra cui ci sarebbe anche l'Italia - che si sono offerti di ricevere i migranti a bordo delle due navi, ma solo se Malta aprirà i suoi porti per lo sbarco. L'impasse però resta, perché La Valletta chiede la redistribuzione anche di altre 249 persone salvate nei giorni scorsi.
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