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CAMPANIA NEWS Marisa, la mamma più forte della burocrazia: «Mi sono trasformata in sedia per Gaia»

18 Gennaio 2019, 10:26am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

CAMPANIA NEWS Marisa, la mamma più forte della burocrazia: «Mi sono trasformata in sedia per Gaia»

INSERITO DA MORENA MOTTA È la mamma-sedia. La mamma- maestra. La mamma-ascensore. La mamma-pulmino. Una mamma più forte della burocrazia, che non cede neanche ora. È la mamma di Gaia, una ragazza di 17 anni che Napoli ha visto crescere sorridente in piscina, sulla carrozzina tra le buche e la polvere, in prima fila alle proteste per i diritti negati di disabili, il suo volto sui sacchetti dei rifiuti in piazza del Plebiscito e il collo sottile infilato nella ghigliottina sotto le finestre di Montecitorio.
Marisa Tavano, 62 anni, dice che i problemi sono iniziati quando sua figlia ha cominciato la scuola: «Alla materna, con l'iscrizione presentata nei tempi previsti, segnalando le condizioni della bimba, affetta da agenesia del corpo calloso, una grave malformazione cerebrale. Ma mi ritrovai a settembre sola, con la pratica respinta. Così la mamma si è trasformata in sedia. Perché quella adeguata per lei, il presidio che potesse reggerla non c'era... Dissi che non avremmo comunque lasciato la classe e lì sono rimasta per tre mesi, tutti i giorni tenendo la piccina sulle gambe. Le facevo anche da maestra perché mancava pure l'insegnante di sostegno...». Con l'aiuto dell'associazione Tutti a scuola, Tavano ha presentato ricorso al Tar e ottenuto la copertura totale di tutte le ore di lezione. Non la ristrutturazione del bagno: «Per cambiarle il pannolino, la sistemavano su un materassino poggiato sul pavimento perché non c'era lo spazio per un lettino». Nuovo preside, nuovo scontro sulle barriere architettoniche. «Ho dovuto lottare, con continui solleciti, per ogni piccola cosa: gli scivoli sui gradini, l'assenza di discese per entrare in palestra, l'ascensore guasto e non a norma». All'elementare è stata impegnata in incursioni continue: «L'insegnante di sostegno veniva anche utilizzato per sostituire gli assenti, a danno dei disabili». E si è arrivati alle medie: «Bene questa volta la preside, ma l'istituto privo di ascensore. Ho inviato immediatamente la richiesta di adeguamento, in anticipo rispetto al suono della campanella. E invece, sono passati tre anni, un mese e una settimana, fino a maggio 2017, prima della soluzione», che a quel punto è diventata fai-da-te. «Ho portato Gaia in braccio ai piani superiori, e in teatro. Il giorno della recita, un sabato, sparirono tutti quando si trattava di salire le scale ma non mi persi d'animo, scrissi il seguente cartello: In questa scuola non entrano i cani e i disabili. Poi, me la caricai sulle spalle».

FONTE IL MATTINO di Maria Pirro

 
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