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CAMPANIA NEWS Contromano in autostrada sulla Napoli-Salerno per cercare la morte. Il centauro dilaniato dal guadrail

25 Agosto 2017, 10:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Contromano in autostrada sulla Napoli-Salerno per cercare la morte. Il centauro dilaniato dal guadrail

INSERITO DA MORENA MOTTA Torre Annunziata. Una folle corsa contromano sull'autostrada, di notte, per cercare la morte. A costo di compiere una strage. Era la terza volta che Tullio Verdoliva, 39 anni, di Castellammare di Stabia, pregiudicato affetto da disturbi mentali, provava a suicidarsi. Da quattro giorni la sua anziana madre ne aveva denunciato la scomparsa, preoccupata per quel figlio difficile già arrestato in passato e scivolato da tempo nel tunnel della droga. Lo aveva cercato ovunque a Castellammare, qualcuno le aveva riferito di averlo visto aggirarsi per i vicoli del centro, visibilmente scosso. Mercoledì sera il 39enne ha rubato una moto di grossa cilindrata nel quartiere stabiese dell'Annunziatella - il proprietario ne ha subito denunciato il furto - e si è messo alla guida. Verdoliva ha iniziato a scorrazzare per la città, senza una meta apparente. A pochi minuti dalle 22 ha imboccato l'autostrada contromano al casello di Castellammare con in mente un unico obiettivo: la morte.

Il pregiudicato ha percorso un paio di chilometri risalendo in senso vietato la corsia che conduce a Salerno. In lontananza la sagoma di una Mercedes grigia: l'impatto è stato cercato, voluto, sperato. Il motociclista ha sterzato in direzione della berlina, lo schianto frontale lo ha catapultato contro la barriera di sicurezza. Il guardrail si è trasformato in una lama, il corpo del 39enne è stato tranciato di netto in tre pezzi. La Mercedes è subito andata a fuoco: miracolosamente l'automobilista è riuscito a uscire dall'abitacolo prima che la vettura venisse completamente avvolta dalle fiamme. L'uomo ora è ricoverato in ospedale: è ancora sotto choc, ma non in pericolo di vita. «Stavo per morire, Dio mio, c'è mancato poco, davvero poco. Ho visto un motorino che mi veniva contro, non ho capito nulla. Ma cosa diavolo è successo?» ha urlato scappando via, a piedi, dall'auto incendiata. In pochi minuti tutti gli automobilisti che sopraggiungevano si sono fermati per prestare soccorso: decine i testimoni, imprigionati tra i caselli di Torre Annunziata Nord e Torre Annunziata Sud, in un tratto immediatamente chiuso al traffico per consentire l'arrivo delle forze dell'ordine. Per oltre un'ora quei pochi chilometri di asfalto ricoperti di sangue e brandelli sono diventati un teatro dell'orrore: molti curiosi hanno scattato macabre foto-ricordo accanto ai resti dilaniati della vittima, rimasti sulla carreggiata per diversi minuti, senza la pietà di un lenzuolo.

«Per favore, coprite il corpo di quel pover'uomo», la preghiera di un automobilista. «Potevamo morire tutti, siamo stati graziati: se fossi arrivata qualche secondo prima, sarei stata io quella nell'auto in fiamme», la testimonianza di una donna. Un giovane studente ha avvertito un malore: «Sembrava un horror, un film splatter, c'erano lamiere, resti umani e sangue ovunque ti girassi: volevo solo tornare a casa e dimenticare». Anche per i soccorritori è stata dura: «Mai visto niente di simile, è stato orrendo». La dinamica esatta della tragedia è stata ricostruita soltanto ieri pomeriggio dagli agenti della Polizia Stradale di Angri che hanno impiegato 12 ore per risalire all'identità del motociclista morto: i suoi documenti erano illeggibili e attraverso la moto, rubata poche ore prima dell'incidente, è stato rintracciato il proprietario, ma non la vittima. Difficile anche effettuare i rilievi e liberare l'A3: la circolazione sull'autostrada che collega Napoli a Salerno è rimasta interrotta per tutta la notte tra i due caselli di Torre Annunziata, con il traffico deviato a Torre del Greco. I vigili del fuoco hanno lavorato quasi un'ora per spegnere la Mercedes, completamente carbonizzata, ridotta a uno scheletro di ferro. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e ordinato l'autopsia sul corpo del pregiudicato. Ma sua madre ha già drammaticamente spiegato cos'è successo, raccontando di come, qualche anno fa, il suo Tullio utilizzò un motorino per cercare di ammazzarsi.

FONTE di Francesca Raspavolo IL MATTINO

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