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CAMPANIA NEWS Giallo al cimitero di Poggioreale, secondo rogo in cinque giorni

1 Giugno 2017, 09:48am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Giallo al cimitero di Poggioreale, secondo rogo in cinque giorni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il primo incendio, cinque giorni fa, non aveva dato i risultati sperati: bisognava distruggere tutti i documenti del cimitero perché c'è una indagine in corso su presunte compravendite illegali. Però venerdì notte i vigili del fuoco erano arrivati troppo presto: le fiamme avevano appena lambito l'archivio con tutti i faldoni. Così nella notte fra martedì e ieri, qualcuno è andato a completare l'operazione. Stavolta le fiamme sono state appiccate direttamente ai documenti che sono andati distrutti nel giro di pochi minuti: quando è arrivata l'autobotte non c'era più nulla da spegnere. Quei faldoni si trovavano all'interno di una zona nella quale erano state effettuate perquisizioni giovedì scorso. Il provvedimento è scattato quando la guardia di finanza ha fatto un blitz agli uffici di via Santa Maria del Pianto: il procuratore Piscitelli sta indagando su una storiaccia di presunte compravendite di cappelle e loculi per un giro d'affari milionario. Le compravendite sarebbero vietate ma, secondo le indagini, avvenivano comunque. Ci sono anche cinque persone indagate tra le quali anche un addetto al «front office» del cimitero, un impiegato comunale che stava nell'ufficio che è il vero varco d'accesso al cimitero, quello nel quale si sbrigano le pratiche burocratiche, ed economiche, per consentire il seppellimento. Sul finire della scorsa settimana la guardia di finanza visitò proprio quell'ufficio, non ci fu grande clamore. Sembrava una indagine come un'altra, e invece, evidentemente, è un'indagine diversa perché, la notte seguente alla perquisizione, nell'ufficio del front office divampò un incendio. Chi ha agito in quell'occasione ha tentato di depistare gli investigatori: fiamme partite da un apparecchio elettrico, come se fosse stato un corto circuito a generarle. E infatti fin dall'inizio ci sono stati dubbi sulla natura di quel rogo. Anche se l'intera area dell'ufficio è stata posta sotto sequestro, chiusa con una catena pesante e lasciata senza corrente elettrica per motivi di sicurezza.

IL MATTINO.IT

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