CAMPANIA NEWS CASERTA Pioggia dal tetto, chiusa la camera iperbarica
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Da ieri mattina la camera iperbarica dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta è chiusa. Il motivo è di natura strutturale: con la forte pioggia, l’acqua entra all’interno della camera, in particolare sul pannello dei comandi tecnici. La camera infatti, un edificio monopiano a lato del Padiglione F, che versa in cattive condizioni, avrebbe bisogno di una radicale ristrutturazione visto che, «ci sono state riparazioni temporanee, ma mai risolutive», spiega il direttore dlel’Unità Operativa Complessa di Rianimazione e di Anestesia d’Urgenza Brunello Pezza, nonché capo dipartimento dell’Emergenza e dell’Accettazione dal quale dipende funzionalmente l’utilizzo della struttura. «Abbiamo dovuto chiudere la camera iperbarica perché piove all’interno attraverso un lucernaio - continua a spiegare Pezza - Da qui, l’acqua scorre sul pannello di comando tecnico, costituendo in questo modo un pericolo non soltanto per i pazienti, ma anche per gli operatori che vi lavorano all’interno». Dunque, la chiusura della camera iperbarica è stata necessaria. Sui tempi riguardo la riapertura c’è qualche incertezza. I lavori che permetterebbero la messa in sicurezza dell’ambiente e quindi la riparazione del danno al tetto pretendono il ‘bel tempo’: infatti la pioggia, in questi casi, è il peggior nemico dei lavori di manutenzione. È possibile che per sabato, massimo per lunedì la camera possa essere riaperta, secondo quanto trapela dagli uffici della direzione. Intanto, la ripercussione del disservizio sull’utenza potrebbe essere non critica. Si dà il caso, infatti, che la camera iperbarica dell’ospedale di Caserta è aperta, di norma, dal lunedì al venerdì, mentre il sabato è utile soprattutto ai pazienti che necessitano di particolari medicazioni. La camera iperbarica (una camera di decompressione, ovvero che contiene una pressione superiore a quella atmosferica) è un ambiente utile ai pazienti sia in ricovero sia in regime ambulatoriale. Per ora, tempo permettendo, si prospetta una riapertura sabato o, al più tardi, lunedì. Nel caso in cui il servizio non possa essere riattivato per questo lunedì, esiste una convenzione del nosocomio casertano con il Cardarelli di Napoli, per cui i pazienti possono eventualmente rivolgersi a questa struttura. Al momento, la camera iperbarica di Caserta ha cinque posti a sedere più una barella per pazienti con particolari patologie. Sono diverse le patologie che necessitano della camera iperbarica. In primis i pazienti acuti affetti da cancrena gassosa, embolia gassosa (tipica dei sommozzatori) e i pazienti intossicati da monossido di carbonio. A questi vanno aggiunte anche altre patologie, meno gravi, che possono essere curati anche in regime ambulatoriale, come le piaghe, i piedi diabetici e le osteomieliti. A ben vedere, dunque, l’ospedale in questi giorni si trova decisamente in affanno, con medici che coprono i turni attivando la reperibilità, pazienti che continuano a rivolgersi al pronto soccorso ingolfando allo stremo il servizio, e ora, anche le difficoltà strutturali di una camera iperbarica inutilizzabile perché ci piove dentro. Fino ad ora, molti lavori sono stati eseguiti sulla struttura, ma purtroppo ad oggi continuano a presentarsi quei problemi strutturali gravi che inficiano a pieno titolo il servizio del nosocomio. Come la Camera iperbarica anche altri ambienti del nosocomio casertano necessitano di manutenzione e di ristrutturazione. Ambienti che, probabilmente, sono per lo più del corpo centrale dell’intera struttura di via Palasciano, vale a dire il padiglione F, dove hanno sede alcuni dei più importanti reparti dell’ospedale.
di Ornella Mincione IL MATTINO.IT
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