SEZ. DISABILITà NEWS Miramare, così i gestori hanno protetto i disabili
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cena con polemiche al ristorante, parla un’educatrice del centro diurno «Sono stati bravi a difendere i ragazzi da quel cliente che si era lamentato»
TIRRENIA. Loro non si sono accorti di niente. I disabili che la sera di mercoledì erano a cena al Miramare di Tirrenia neanche si sono resi conti del cliente indispettito per il semplice fatto che fossero a poca distanza dal suo tavolo. Uno che, indignato per la serata storta, al ristoratore ha avuto la sfrontatezza di dire: «Se sapevo che c’erano tutti quei disabili avrei disdetto la prenotazione». E che è stato zittito con una risposta schietta: «Non siamo tenuti a informare nessuno e se vuole andare a mangiare altrove può farlo». Isabella Bambino è un’educatrice del centro diurno “L’orizzonte” di via Derna, una struttura Asl gestita dalla cooperativa Agape che segue 22 portatori di handicap afflitti da gravi disabilità. «Devo dire che i responsabili del locale si sono dimostrati dei signori anche nel gestire questa situazione incresciosa – spiega l’educatrice presente alla serata –. I ragazzi non hanno capito cosa era successo, e a dire la verità neanche noi, e così non sono rimasti turbati. Poi abbiamo saputo di quella frase infelice e ne siamo stati tutti addolorati. Il Miramare è la nostra oasi felice e accogliente. E ci torneremo anche il prossimo anno». Valerio Laurenza, livornese, figlio del gestore del ristorante nello stabilimento Miramare, ha raccontato che «il locale era pieno quei ragazzi disabili erano fantastici e, nessuno dei clienti si era mai lamentato. Ho un solo rammarico: non aver invitato quel signore a uscire e andarsene immediatamente. È stato tutto il tempo a mangiare in silenzio, accanto a una signora, e io ho pensato: ma come fa a non vergognarsi?» Dilemmi interiori a parte, l’episodio ha messo a confronto rigurgiti di intolleranza neutralizzati dalla sensibilità di chi riesce a conciliare commercio e sociale. L’altra sera la persona sbagliata nel posto sbagliato era proprio l’avventore “disturbato” dai disabili.
«A quella cena dei saluti eravamo circa 45 – racconta Isabella Bambino –. Oltre ai ragazzi c’erano operatori e familiari. Ci avevano riservato la terrazza con vista mare. Accanto a noi c’erano dei tavoli separati, ma non abbiamo fatto caso se erano contrariati dalla nostra presenza». La scelta dello spazio nel ristorante non era casuale. Era il dettaglio di un’attenzione che non è pietismo, ma volontà di integrazione. «Da tre anni nel mese di luglio due volte alla settimana portiamo gli ospiti del centro al Miramare – prosegue l’educatrice –. Ci siamo trovati sempre più che bene. Arriviamo la mattina e nel pomeriggio andiamo via. Capita, per le esigenze dei nostri ospiti, di dover chiedere anche dei pasti particolari e ogni volta la cucina ci accontenta senza problemi. Nel bagno hanno anche costruito una pedana apposta per chi è sulla sedia a rotelle». L’educatrice ricorda che in passato le porte chiuse in faccia erano frequenti. «Con la scusa che non c’era spazio in tanti ci dicevano di no, soprattutto i bar, quando ci presentavamo in gruppo con le carrozzine» chiosa Isabella Bambino che aggiunge: «Abbiamo viso che pure i frequentatori del bagno ci accolgono volentieri – ricorda –. E non è proprio scontato. I tempi sono cambiati e oggi con maggiore sensibilità e cultura certe situazioni non vengono più vissute come un ostacolo». Il clamore mediatico, da elogio per il Miramare, deflagrato con il moltiplicatore virtuale dei social ha sorpreso i responsabili. Per loro non è una notizia accogliere un gruppo di disabili e zittire chi non li gradisce. «Quello che è successo per noi è la regola – spiega Sandro Cini –. Non vorremmo parlarne ancora perché il caso sta montando anche troppo. Come abbiamo fatto finora anche per l’estate 2017 aspettiamo gli amici del centro».
Pietro Barghigiani IL TIRRENO http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2016/08/02/news/miramare-cosi-i-gestori-hanno-protetto-i-disabili-1.13908068
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