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CAMPANIA NEWS Napoli, tilt giustizia: mille criminali restano in libertà

7 Maggio 2016, 09:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Napoli, tilt giustizia: mille criminali restano in libertà

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In città e provincia ci sono almeno un migliaio di persone che dovrebbero essere arrestate. Tra le piazze di spaccio che cinturano la periferia metropolitana e i vicoli del centro storico, ci sono almeno un migliaia di soggetti che potrebbero (dovrebbero?) finire in manette. Per loro, da qualche giorno o da qualche mese, è stata confezionata una richiesta di arresto da parte dei pm di Napoli, che hanno scritto ai gip le loro valutazioni. E che attendono risposte. Gira e rigira, gran parte dell'emergenza Napoli è questa. Se ne è parlato - anche se in termini generici - nel corso del vertice di giovedì scorso in Prefettura, al quale hanno preso parte, tra gli altri, anche i ministri Alfano e Orlando (Interni e Giustizia), e il vicepresidente del Csm Legnini. È una questione numerica e di organizzazione del lavoro, negli uffici chiave del Palazzo di giustizia, dove si gioca la partita più delicata in materia di contrasto all'illegalità: mancano all'appello almeno un migliaio di casi, tutte posizioni per le quali sono state confezionate richieste di arresto della Dda di Napoli.

Parliamo di prima e seconda area - per usare una terminologia interna alla Procura di Napoli - vale a dire delle richieste frutto del lavoro dei pool coordinati dagli aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli, rispettivamente a capo delle indagini che riguardano il crimine cittadino e quello dell'hinterland, compresa la zona dei cosiddetti clan casalesi. Dall'altra parte della catena, almeno in questa prima fase di valutazione, ci sono i 45 giudici per le indagini preliminari, chiamati a sostenere processi di primo grado (quelli con la formula del rito abbreviato), a scrivere le motivazioni, ma anche a valutare le esigenze che spingono a firmare arresti e sequestri, decreti che autorizzano intercettazioni e dispositivo di rinvio a giudizio. E non è tutto. Sono sempre i gip di Napoli a doversi occupare dell'amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati, che a Napoli vanta una sorta di primato nazionale: per volere dei vertici della sezione gip (rappresentata dal presidente Giustino Gatti e dal vicario Bruno D'Urso), a Napoli è stato creato da qualche anno un albo di professionisti chiamati come amministratori dei beni sequestrati, per assicurare trasparenza e efficienza nella gestione dei patrimoni al centro di indagini e processi. Resta una sorta di gap, di disavanzo, che suscita scalpore. Droga, estorsione, omicidi, altri reati aggravati dal fine mafioso: sono questi i fatti che stanno al centro di decine di inchieste, che contemplano a loro volta centinaia di indagati. DI LEANDRO DEL GAUDIO IL MATTINO.IT

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