CAMPANIA NEWS Scontri sul lungomare di Napoli durante la visita del premier Renzi, secondo gli inquirenti che indagano sulla guerriglia, è stato un piano studiato a tavolino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 08/04/2016 - Un piano organizzato di sfondamento. Obiettivo dichiarato: occupare il corridoio di ingresso del presidente del Consiglio Matteo Renzi al Mattino - visita annunciata - e prendere possesso dell'area a ridosso della Prefettura. Un piano studiato, compreso le tecniche di guerriglia. È la convinzione degli inquirenti, in queste ore impegnati nello screening di foto e video catturati nella fase più violenta degli scontri, nei pressi del Lungomare, alle spalle del quotidiano di via Chiatamone. Ci sono alcune evidenze investigative, al momento destinate a finire in una informativa di polizia giudiziaria del capo della Digos, il dirigente Luigi Bonagura: sotto i riflettori alcune sigle di centri sociali napoletani, ma anche soggetti «ospiti», esterni alla piazza napoletana, provenienti da altri fronti caldi e interessati creare agitazione attorno alle grandi opere progettate dal governo Renzi. Ma restiamo al corteo di due giorni fa e al possibile raccordo tra anime diverse del fronte antagonista. Centro storico, Bagnoli, esponenti del comitato Vele di Secondigliano, qualche soggetto proveniente dalla periferia orientale di Napoli (in particolare quelli attivi contro la ex centrale elettrica di Vigliena): eccoli i protagonisti degli scontri. Lo dicono le immagini raccolte dagli analisti della Digos, ma anche volantini e manifesti affissi nelle facoltà di Lettere e Filosofia, di Sociologia della Federico II e all'Orientale. C'è stato - secondo una strategia consolidata da tempo - un abbraccio tra centro e periferia, in nome dell'antagonismo sociale. Un copione definito, che potrebbe avere un sequel, di qui a qualche settimana. Primo maggio, festa del lavoro, il corteo potrebbe prevedere lo stesso canovaccio, con la fusione delle stesse componenti di retroguardia sociali. Ma non è tutto. Sono sempre gli uomini della Digos ad acquisire informazioni sull'arrivo a Napoli da parte di soggetti provenienti da altri contesti metropolitani, anche e soprattutto in vista di nuove tensioni che potrebbero accompagnare le mosse governative su Bagnoli. (fonte Il Mattino)
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