CAMPANIA NEWS Capitale della cultura 2016: Ercolano la grande favorita. Alle 17 la verità
INSERITO DA MORENA MOTTA Ercolano. «Capitale della cultura» italiana per il 2016? È possibile. Di più. Qualche voce «di dentro», si dice «quasi certa» di questa scelta. Al di là delle illazioni basterà aspettare poche ore per conoscere il contenuto del verbale che la «Giuria di selezione», la commissione di sette esperti (Marco Cammelli, presidente, Francesca Cappelleti, Gino Mirocle Cresci, Cristina Loglio, Franco Iseppi, Antonio Preiti e Alberto Sinigaglia), tre dei quali indicati direttamente dal ministro, tutti specialisti di chiara fama nel settore delle arti, della cultura e del turismo che hanno dovuto valutare le singole proposte, ha già consegnato al ministro Franceschini.
Alle 17, a Roma, nel salone del Consiglio nazionale del Mibact, in via del Collegio Romano, sarà annunciata quale città, tra le dieci finaliste (Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni) potrà fregiarsi di un titolo tutt’altro che formale. Anche perché, per i progetti che la vincitrice metterà in campo, c’è un milione di euro disponibile. Tuttavia, al di là dei fondi quello che conta, per la città che si aggiudicherà il titolo, è il prestigio, oltre alla sicura crescita economica, che le deriverà in campo nazionale e internazionale. Ma il «prestigio», vale, può valere, per le dirette concorrenti. Per Ercolano no. La città, per quanto ha prodotto nel mondo culturale, scientifico e storico con il suo sito d’eccellenza: gli scavi, di prestigio, ne ha da vendere.
Non senza ragione David Packard, magnate statunitense dell’informatica, da quindici anni a questa parte sta sostenendo, di suo (ha messo venti milioni di euro), progetti per il recupero e il restauro degli scavi. Non senza una ragione José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea per un decennio, si è «speso» per Ercolano «città della cultura», dichiarando che «la scelta di Ercolano potrebbe rappresentare un grande contributo non solo al sistema culturale italiano, ma anche all’accrescimento della consapevolezza a livello europeo e internazionale della ricchezza del patrimonio archeologico, storico e culturale di Ercolano e dell’Italia intera».
Non senza la stessa ragione, il console generale degli Usa a Napoli, Colombia Barrosse, ha indicato Ercolano tra le mete d’elezione del turismo americano. E, non senza una ragione, l’Iccromm (il Centro Internazionale per la conservazione il restauro dei Beni culturali, che agisce sotto l’egida dell’Unesco) da un decennio, a Ercolano, tiene seminari sulla gestione dei Beni culturali, a cui partecipano esperti d’architettura e d’archeologia da tutto il mondo. Il processo di selezione è avvenuto seguendo una serie di criteri ben precisi. Bisognava tenere presente, tra le altre, la condivisione con Regione e altri Enti territoriali, oltre che con soggetti pubblici e privati portatori di interesse sul territorio, delle iniziative progettuali proposte.
Ma c’era anche da puntare su capacità di fare uso delle nuove tecnologie (e il Mav di Ercolano è una eccellenza), anche informatiche; incrementare l’attrattività turistica del territorio; favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana. Tutto questo Ercolano lo ha messo sul «tavolo». Ma, nella malaugurata ipotesi che la scelta per il 2016 non cadesse su Ercolano, c’è sempre una seconda chance: tra quelle stesse dieci candidate, esclusa quella già individuata, la commissione proporrà anche la «Capitale» del 2017.
FONTE di Carlo Avvisati IL MATTINO
27/10/2015 14:07
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