SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milano e la Roma da pianto, adesso occhio al Napoli
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A parte la solita Juve, e aspettando stasera la Fiorentina, tra le prime dieci della classifica ha vinto solo il Napoli. E, ovviamente, ha compiuto un bel salto in avanti, tornando a intravedere Lazio e Roma, ora alla pari al secondo posto. La lotta per la Champions, insomma, potrebbe improvvisamente riallargarsi ad altre contendenti oltre che alle romane. Di sicuro il Napoli è in netta ripresa dopo la bruciante eliminazione dalla Coppa Italia: le tre vittorie che s’è preso in otto giorni (Fiorentina, Wolfsburg e Cagliari) hanno dischiuso scenari estremamente interessanti.
Napoli ride, ma c’è chi piange. La Roma, innanzitutto. Inquietante il pareggio con l’Atalanta, anche perché la partita si era messa in modo ideale per i giallorossi, in vantaggio subito con Totti. A quel punto Reja – che aveva preparato la gara per chiudersi e tentare di ripartire – era steso a terra, in attesa del colpo di grazia. Ma questa piccola Roma non è in grado di finire chicchessia: ha rimesso in corsa i rivali, poi è stata incapace di piegarli. Strameritati i fischi dei tifosi (almeno di quelli che sono entrati allo stadio). La verità è che alla Roma manca tutto: gioco, fisico, gol. Già, proprio la carenza di gol è l’aspetto più evidente della crisi: i giallorossi ne hanno segnati sei in nove partite, gli ultimi due su rigore, e hanno il nono attacco della A, peggio di Inter e Milan. Gli errori di chi ha costruito la squadra (Sabatini) e di chi l’ha poi gestita (Garcia) sono sotto gli occhi di tutti. E osservando Doumbia e Ibarbo (ma anche Iturbe) si ha la sensazione che debbano essere pagati anche nelle stagioni a venire.
Piange anche Milano. Non l’Inter, non il Milan, ma tutta l’ex capitale del nostro calcio. Abbiamo assistito a un triste derby, privo di gol e ricco di paura, ma soprattutto svuotato delle qualità tecniche che per decenni l’hanno reso uno degli incontri più spettacolari, attesi e affascinanti del mondo. Dei ventidue che erano in campo ieri, solo qualche anno fa non ne avrebbe giocato nemmeno uno, e chissà se i migliori avrebbero trovato posto in panchina. Tant’è, questa oggi è la Milano del calcio. Mancini e Inzaghi cercano di fare con ciò che hanno, ma è davvero troppo poco.
@steagresti CORRIERE DELLO SPORT
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