CONCORDIA SULLA SECCIA E MODENA NEWS SAN MATTEO Argine sul Secchia: «Vogliamo sapere se qui siamo al sicuro»
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Passata la paura, ora a San Matteo i residenti si chiedono se l'argine del Secchia sia davvero sotto controllo. L'episodio è solo di pochi giorni fa, ma non ha fatto altro che riaccendere i riflettori proprio nella stessa zona interessata dalla rotta arginale dell'anno scorso. Giovedì mattina infatti una squadra di tecnici Aipo e della Protezione civile è intervenuta per posizionare un enorme telo di plastica sull'argine, nelle immediate vicinanze della piccola chiesa rurale di San Matteo, sulla statale Canaletto. «È successo sempre sulla sponda destra dell'argine e sempre in un tratto di rettilineo. Si dovrebbe capire il perchè ma nessuno giovedì mattina ci ha detto niente. Eppure siamo a pochi metri. Servono controlli costanti durante le piene», osservano Giorgio Monduzzi insieme alla moglie Viviana Besutti, titolari dell'azienda agricola Il Pavone, proprietà che comprende anche la storica Villa Zuccoli, tutelata dalla Sovraintendenza, rimasta gravemente danneggiata dall'alluvione del 19 gennaio 2014.
Chi si ricorda bene quei momenti drammatici è Paolo Bottone, residente in un palazzo a ridosso della rotta arginale. «Con l'alluvione io e la mia famiglia abbiamo perso tutto, e l'intervento che hanno fatto sull'argine giovedì mattina ha riaperto paure e brutti ricordi, come il dramma di tornare a scappare. Giovedì sera ci siamo dovuti informare su Internet per capire i motivi dell'intervento che hanno fatto. Per sistemare il Secchia ci vorrebbe una pulizia ma anche un monitoraggio immediato, senza aspettare ogni volta che succede qualcosa.Devono intervenire prima e non aspettare che i buoi scappano dalla stalla».
Bottone fa il punto anche sulla “follia” dei rimborsi. «Oltre al danno fisico e morale che ho subito, le mie figlie avevano acquistato da un anno due macchine nuove, che sono finite sott'acqua in garage durante l'alluvione. Per una non abbiamo avuto nessun tipo di rimborso, mentre per l'altra siamo riusciti a recuperare meno di 5mila euro per una macchina che l'avevamo pagata più di 15mila euro. Ma è proprio folle il sistema perchè ti danno il rimborso solo se anticipi le spese per sistemare i danni. E io ho dovuto chiedere un prestito per mettere a posto la casa». Anche Roberto Vezzelli imprenditore vinicolo con la rivendita di vini nella zona di San Matteo, a pochi metri dall'argine, c'è stata poca informazione sull'intervento. «Giovedì mattina mi ero insospettito dal numero di mezzi e persone che lavoravano sull'argine, e così, preoccupato, sono andato a vedere. Nessuno ci aveva detto niente. Ma secondo me serve più manutenzione, insieme alla pulizia delle casse di espansione oltre al dragaggio del Secchia».
Anche Sandro Di Martino era all'oscuro di tutto. «Lo abbiamo saputo nel pomeriggio dalla tv che c'era stato questo problema sull'argine del Secchia. Io non sono la persona competente per dire che lavori servono, ma quello che chiedo è solo che la situazione venga risolta una volta per tutte perchè se dovesse ricapitare un'altra alluvione io e i miei vicini non avremmo altra scelta che andare via di qui». I rimborsi invece sono l'altra faccia della medaglia. «Ce li hanno dati alle loro condizioni -spiega Di Martino- ma noi abbiamo dovuto buttare via tutto».
di Marco Amendola LA GAZZETTA DI MODENA
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