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SEZ. DISABILITA NEWS FOGGIA Alunni disabili, niente sostegno

27 Settembre 2013, 17:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Provincia e Regione tagliano i fondi alla scuola Smaldone I piccoli con problemi di udito senza sostegno. Proteste FOGGIA - Prigionieri della sordità e, ora, anche dei tagli ai bilanci, tagli all’assistenza specialistica operati dalla Regione Puglia guidata dal presidente Nichi Vendola e dalla Provincia, nelle mani del commissario Fabio Costantini. Il diritto all’istruzione è negato a meno che le famiglie non contribuiscano di tasca propria. Dall’inizio dell’anno scolastico gli alunni audiolesi che frequentano l’istituto Smaldone sono privi di assistenza. L’amministrazione provinciale a settembre, quando l’anno scolastico è partito, ha informato l’istituzione scolastica della «sospensione totale di tutti i servizi di assistenza». La Provincia, fino allo scorso anno, garantiva all’istituto Smaldone 290mila euro per la formazione scolastica, le terapie riabilitative come la logopedia, musicoterapia e psicomotoria, oltre le attività di potenziamento scolastico pomeridiano e il servizio mensa. La formula del semi-convitto. Ma c’è di più: mentre nel 2011 a questo tipo di assistenza, secondo gli uffici della Provincia, aveva contribuito con propri fondi anche la Regione, lo scorso anno la spesa è stata a carico solo dell’ente di piazza XX Settembre. Quest’anno i fondi sono risicati: la Provincia per l’intera galassia delle disabilità, cioè per garantire educatori e assistenti specialistici nelle scuole, calcola un fabbisogno che si aggira sui 650mila euro. Al momento dalla Regione ne sono stati annunciati appena 100mila. Una somma risicata. Palazzo Dogana contribuirà con propri fondi ma non si raggiungerà mai il fabbisogno stimato. E per questo, da quest’anno a secondo del reddito familiare, le famiglie dovranno contribuire. «È inammissibile - spiegano le famiglie dello Smaldone - che un bambino, che nasce con problemi uditivi e con la conseguente difficoltà di integrazione sociale, sia costretto a non poter più beneficiare di un servizio di cui ha usufruito fino ad ora». Questi bambini, spiegano dall’istituto, a questo punto dovrebbero essere trasferiti nella scuola pubblica, attendere un insegnante di sostegno che però spesso non copre la totalità delle ore in classe. Ma per ciò che concerne la riabilitazione extrascolastica «sarebbero costretti ad entrare nelle lunghissime liste di attesa dell’ASL dove sarebbero obbligati a rispettare una ciclicità di intervento che andrebbe totalmente a danno di quelle che sono le loro esigenze e urgenze riabilitative». Le famiglie si sentono beffate dalla Provincia e dalla Regione Puglia. «I libri sono mattoni che costruiscono l’edificio di un mondo migliore» aveva affermato la settimana scorsa il presidente Vendola tagliando il nastro del Polo Biomedico e ricordando il valore dell’istruzione. «I nostri figli rischiano di non far parte di nessun mondo» replicano le famiglie con rabbia. Antonella Caruso

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.09.2013.

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