SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano. Emergenza idrica, ecco la possibile soluzione per i problemi sul litorale
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GIUGLIANO. Novità per la rete fognaria costruita o ancora da realizzare lungo il litorale giuglianese. Si è tenuto questa mattina un incontro in Regione Campania tra Michele Palmiere, responsabile per il ciclo delle acque, e un gruppo di attivisti del M5S, tra cui il consigliere comunale di Giugliano Vincenzo Risso e il consigliere regionale Tommaso Malerba. Al centro del dibattito, i lavori d’ammodernamento della rete fognaria dal collettore nord della fogna di Giugliano, appaltati nel 2003. Precisamente si tratta di un collettore che da San Francesco a Patria raccoglie i reflui e li porta fino al depuratore di Cuma passando sotto via Lago Patria e poi lungo la Domitiana. Qualche anno fa, furono costruite tre stazioni di sollevamento che dovevano servire i parchi del lungolago e doveva essere raddoppiato il collettore che dal sollevamento "Giugliano" (di fronte al ristorante di Francia sulla Domitiana) portava i liquami in depurazione a Cuma passando per il sollevamento San Martino, anche quello da raddoppiare. I lavori, di competenza regionale e progetto esecutivo redatto dalla Sogesid, sono stati eseguiti all'80% circa quando la Scarl Licola Mare, assegnataria dei lavori, abbandonò il cantiere nel 2012 per il fallimento ditta.
Situazione attuale. Nelle 3 stazioni di sollevamento sul lungolago non sono installate le pompe per cui tutti i parchi vanno in troppo pieno e scaricano i liquami direttamente nel lago. Il raddoppio della condotta dal sollevamento da Giugliano nord al San Martino è realizzato ma quest’ultima non è stata raddoppiata, tantomeno l’altro tratto di condotta che dovrebbe arrivare al collettore di Cuma, circa 700 metri. In pratica, nelle condizioni attuali la condotta Giugliano nord ha una portata di 3mc/secondo. Mentre l'ultimo tratto non raddoppiato ha una portata di 1,6mc/secondo. Pertanto il 50% dei liquami convogliati da quella condotta finisce inevitabilmente in troppo pieno. Inutile dire che cosa accade con una pioggia abbondanti: scoppiano i tombini e si allagano tutte le parti sottoposte ai livelli di condotta
Possibile soluzione?. Nel corso del tavolo di confronto si è arrivati ad una possibile soluzione. «Bisogna trasmettere la competenza e il finanziamento dei lavori dalla Regione al Comune – spiega Vincenzo Risso – che si prenderà l’onere di riappaltare i lavori dopo un nuovo sopralluogo e perizia. Si tratta di un investimento di circa 2 milioni di euro, che già sono nelle casse della Regione. Potenziando il sistema fognario, si potrà dare respiro alle acque del Lago Patria e del litorale di Licola».
DI MARIO RISPETTO INTERNAPOLI
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