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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano. Intervista di fine anno al sindaco Poziello: «Abbiamo ereditato una città spenta, siamo al lavoro per rianimarla dal centro alla fascia costiera»

31 Dicembre 2015, 11:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net GIUGLIANO. Un bilancio sui primi mesi d’amministrazione, l’emergenza fogne, il riassetto della macchina amministrativa, il Puc, le questioni ecoballe e roghi tossici. Sono questi alcuni dei temi trattati nell’intervista ad Antonio Poziello, sindaco della città di Giugliano.

Come valuta i primi sei mesi della sua amministrazione?

Molto duri. È stato un lavoro complicato che ha portato via energie e tantissimo tempo. Fortunatamente ho potuto contare su una giunta e una maggioranza che mi stanno dando il necessario supporto. Abbiamo trovato una città spenta che stiamo rianimando con grande attenzione e partecipazione.

Un giudizio sul consiglio comunale? Si sente il ‘badante’ della maggioranza come accusano dall’opposizione?

La maggioranza, in qualsiasi consiliatura, è da sempre legata al sindaco in maniera inscindibile. La mia è salda, coesa, partecipa ai provvedimenti fatti dalla giunta. Governa la città e ha tutto l’interesse a velocizzare i lavori consiliari. Nel complesso credo sia un consiglio comunale di buona qualità con molti giovani alla prima esperienza, ma che già cominciano a mostrare le proprie capacità. Ci sono altri meno giovani che stanno dando un importante apporto in termini di esperienza. I consiglieri di maggioranza non hanno bisogno di presentare interpellanze, perché riescono a dare risposte quotidiane ai problemi dei cittadini. Spesso l’opposizione confonde il proprio ruolo, ma anch’io mi sono divertito a dare lezione alla maggioranza in passato. È sempre stato così, è il gioco delle parti. Ritengo comunque sia necessario confrontarsi con tutte le forze politiche negli interessi di fondo della città.

E’ soddisfatto del lavoro fatto dalla sua giunta? Nel 2016 ci sarà un rimpasto di deleghe o un allargamento dell’esecutivo?

La giunta è giovane, funziona bene e lavora tantissimo. Non ho debiti elettorali, ho sempre fatto quanto detto in modo coerente. Ho affermato che la mia giunta sarebbe stata mista, e così è stato. Abbiamo unito le competenze dei tre tecnici con la determinazione e le conoscenze degli altri quattro esponenti. Stiamo affrontando tutte le questioni con un’attenzione che, nella fase prima del nostro arrivo, era scarsa. Così com’era scarsa la cura del territorio e del sottosuolo. Abbiamo messo al centro della nostra programmazione i servizi essenziali. È inutile abbellire quel che c’è sopra se poi sprofonda la strada. La scelta di Mimmo Pianese come vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici non è casuale. È una persona molto seria e competente, tra i migliori in Campania e in Italia nel suo ramo.

Uno dei suoi primi atti da sindaco, se non il primo, è stato un’apertura al Pd per due posti nella giunta. Alla luce di quello che sta ancora succedendo, si sente ancora un esponente del Partito Democratico?

Non ho mai smesso di avere rapporti personali e militare nel partito. Ora c’è bisogno di ricostruire un quadro politico sbrindellato per una serie di vicende conseguenti al commissariamento e per meri personalismi che hanno finito per far deflagrare il sistema dei partiti. La mia stessa elezione è figlia di questo clima. All’interno del Pd c’è una situazione che vede più anime che si confrontano a corrente alternata. Sin dal primo giorno ho espresso la necessità di mettere insieme i cocci. Tuttavia, oggi faccio un lavoro che mi lascia poco tempo per altre considerazioni. Faccio il sindaco di una città complicata e il mio compito è di programmare interventi volti a definire la Giugliano del 2020.

Allora passerà in secondo piano il congresso del Pd?

Non passa in secondo piano il congresso, ma la polemica, i giochi di correnti e certi equilibri precari. Da parte mia c’è sempre, ribadisco, un’attenzione in ciò che accade nella casa del Partito Democratico.

Non la logora essere un sindaco senza partito?

Non mi logora certamente. Sono un sindaco che ha un’idea chiara di quello che deve fare, di come ricostruire la città e che si muove in maniera anche disinvolta nei meccanismi regionali in termini di procacciamento di fondi e programmazione.

Che cosa pensa del ritorno di Peppe Russo alla guida del circolo di Giugliano?

Peppe Russo è un ex consigliere regionale che credo abbia interpretato in maniera soggettiva il mandato che gli era stato affidato. Non ho accettato la polemica prima e non la accetterò adesso. Sul fatto che dovrebbe tornare a fare il commissario, non è una questione per cui non dormo la notte.

Sono sempre critici i rapporti con la deputata Giovanna Palma?

I rapporti sono quelli noti. Palma rappresenta una figura istituzionale. Io interpreto il mio ruolo in maniera corretta, andando oltre antipatie e simpatie. Non tutti hanno la stessa sensibilità.

In campagna elettorale ha parlato di trasparenza degli atti amministrativi. Perché c’è questo ritardo nell’adozione dei tanto annunciati #OpenMunicipio e #OpenBilancio?

Le delibere già erano pronte, ma avevamo bisogno di un’adeguata piattaforma informatica. Ora ce l’abbiamo, grazie al Si@g, un progetto di servizi telematici innovativi volto ad ampliare e rafforzare la gestione dei servizi già attivi presso il Comune, ma soprattutto a garantire una trasparenza che l’amministrazione vuole e deve avere.

Quali sono le difficoltà nell’operare con un personale sottodimensionato?

Abbiamo un problema di estensione territoriale a cui non corrispondono servizi adeguati, quindi cercheremo di compensarlo con piattaforme informatiche. L’idea è di portare il certificato a casa dell’utente, evitando che il cittadino, in particolare quello della zona costiera, debba venire fino alla sede centrale del Municipio. Provvederemo, inoltre, a un’esternalizzazione di alcuni servizi e allo spostamento di personale, dove sarà necessario. Non solo il Patto di Stabilità, ma anche gli effetti del decreto Madia bloccano tutti i processi assunzionali. Vivo con ansia il blocco del turn over, soprattutto perché a breve molti dipendenti andranno in pensione e potremmo sostituire solamente il 25% del personale che andrà via.

La rivoluzione della macchina amministrativa è iniziata con la mancata permanenza di Ferone e La Rocca e la conferma di Serpico. Perchè queste scelte?

Sono rimasti i dirigenti che costruiscono bene gli atti amministrativi, che hanno competenza di leggi. Ho fatto determinate scelte perché ho ritenuto esservi delle criticità e perché alcune cose mi piacevano meno, altre di più. Ho da completare un quadro di sostenibilità della macchina amministrativa con altri innesti. Vedremo nel nuovo anno come riorganizzare uffici, servizi e in che modo dislocare il personale. Intanto è già in servizio da una settimana il nuovo dirigente al settore Servizi Sociali.

A che punto è la realizzazione del Puc? Qual è la sua visione di città?

Il Piano urbanistico è ancora nella fase di studio. Purtroppo è venuto a mancare uno dei due tecnici incaricati. Con l’altro abbiamo fissato un incontro a breve. Giugliano è più città insieme ed ha bisogno di risposte variegate. Va ritrovata quell’identità andata persa. Ci siamo dimenticati di ‘tesori’ come il Basile e Liternum La zona costiera dovrà acquisire una vocazione turistica e con il Presidente De Luca stiamo lavorando ad un grande progetto che mette insieme Giugliano, Pozzuoli e Castel Volturno. È doveroso da parte nostra porre in essere tutti gli sforzi per recuperare la fruibilità del mare, abbattendo ad esempio i muri della vergogna. Il centro storico, invece, dovrà diventare un centro commerciale naturale. Dovrà essere sempre più qualificato, integrato ed arricchito grazie al coinvolgimento di brand e franchising. Stiamo cercando di invertire un trend negativo ed oggi un imprenditore può seriamente immaginare di investire a Giugliano.

La città negli ultimi mesi è stata al centro di efferati episodi di microdelinquenza e di macrodelinquenza, anche di stampo camorristico. Commercianti e cittadini chiedono più controlli.

Rispetto a come l’ho trovata posso affermare con certezza che adesso la città è più sicura. I vigili urbani, nonostante il numero limitato, stanno svolgendo un lavoro egregio per il controllo dell’ordinario, rispetto del codice della strada e del calendario della differenziata. Ringrazio anche il primo dirigente Trocino del Commissariato di Polizia di Giugliano ed il Capitano De Lise della Compagnia di Carabinieri per l’impegno profuso nel contrastare ogni forma di illegalità. Sono stati effettuati decine di blitz e controlli nelle zone calde. La camorra va sconfitta con le forze dell’ordine ma anche e soprattutto con la cultura.

La soddisfa la risposta della cittadinanza alle iniziative di Natale? Cosa risponde a chi la critica per aver prelevato i soldi dal fondo di riserva?

La risposta della città è stata più che positiva. Avevamo una Giugliano spenta, senza appeal per i nostri giovani che si erano spostati in comuni limitrofi. Abbiamo colto l’occasione del Natale e dell’imminente anniversario del Basile per dare una scossa alla città mettendo a punto un’operazione di marketing territoriale. Sono molto contento della partecipazione agli eventi organizzati soprattutto in zona costiera, dove non era mai stato presentato un cartellone così ricco. Abbiamo incrociato i diversi bisogni rispondendo ai vari target d’età, tenendo principalmente in considerazione le esigenze dei più piccoli. Lo ripeterò in continuazione, Giugliano dovrà diventare la città dei bambini. Ora è necessario aprire gli spazi chiusi come abbiamo già iniziato a fare organizzando eventi in sala consiliare, nelle chiese, negli auditorium e neicortili delle scuole. Fondamentale sarà ragionare sulla costruzione di reti. Le associazioni dovranno muoversi in sinergia secondo un’unica regia per ottenere ottimi risultati e contribuire alla crescita del tessuto sociale di Giugliano. Riguardo ai soldi, già ne ho parlato e ritornare ora sull’argomento a rassegna quasi finita è sterile.

Cosa si aspetta dal presidente De Luca sulla questione ecoballe?

Ripongo molta fiducia nella determinazione di De Luca. È contagiosa la sua certezza nella capacità di risolvere il problema ecoballe che sarebbe stato destinato a morire in un inceneritore che non sarà più costruito a Giugliano. Tuttavia, ritengo che le ecoballe siano il male minore, una ferita che va comunque suturata. Il problema principale, secondo me, è e resta la Resit. Sono spaventato dalla piega che hanno preso gli eventi e dalla situazione di stallo che pende sulla messa in sicurezza dell’area. Ho un’opinione pessima del lavoro fatto da Sogesid su questo territorio. Mi sono scocciato di leggere studi, analisi, e vorrei vedere finalmente atti concreti, doverosi nei confronti di questa comunità. E’ impensabile che un tribunale si debba ancora pronunciare per mettere in sicurezza la discarica.

Quali interventi per contrastare i roghi tossici?

Giugliano è uno dei territori che ha avuto una delle migliori performance nella diminuzione dei roghi, grazie al potenziamento dei pattugliamenti, alle multe, alle telecamere mobili. Inoltre, la Teknoservice sta rimuovendo i grossi cumuli rifiuti prima che possano trasformarsi in incendi. Il problema, però, non è stato debellato. È una gara a guardia e ladri tra noi e il probabile piromane. Ci sono delle organizzazioni criminali che si fanno pagare per lo smaltimento illecito di elettrodomestici o pneumatici nelle campagne. Ci sono anche troppe aziende che smaltiscono in nero.

Quale futuro per i rom?

È in programma la realizzazione di un eco-villaggio a Giugliano. Aspettiamo un finanziamento dal Ministero. Al momento si contano 576 rom, il numero è diminuito perché alcuni sono andati via.

Per Settembre la città avrà finalmente lo stadio?

È molto difficile. Stiamo lavorando per partecipare a un bando del Coni e ragionando su dove prendere i soldi. È stato criminale l’abbandono della struttura. Pochi anni fa occorrevano 150 mila euro per ripristinare l’impianto, oggi la spesa ammonta a un milione e seicentomila euro.

La preoccupano i due casi sollevati dal M5S su incompatibilità e ricorso al Tar sulle elezioni?

L’incompatibilità, in realtà, è una falsa questione. La maggior parte dei soggetti coinvolti nella vicenda aveva risolto i loro contenziosi o non ne era a conoscenza. Non vivo con ansia l’esito del ricorso al Tar. Non sono preoccupato, e mi auguro si risolva quanto prima la faccenda, così si tranquillizzano tutti. Credo che a un certo punto, però, bisogna prendere atto dei risultati, per non cadere nell’infantilismo. Ed è singolare che per delle inefficienze di altri, sia io a dovermi difendere. Ritengo che l’esposto alla Procura su presunti brogli elettorali sia l’atto più ragionevole tra i tanti. Io sono abituato a giocare senza barare. Se qualcuno l’ha fatto è giusto che che sia fatta chiarezza, così che dai pettegolezzi si passi agli avvisi di garanzia.

Tre obiettivi per il 2016?

Il primo sarà di avere una programmazione definita, attraverso l’utilizzo di fondi europei, in grado di disegnare la città che vorremmo, dando dignità all’intero territorio con la costruzione di marciapiedi, illuminazioni e fogne dove mancano. Poi, una programmazione seria d’interventi in zona costiera, dove investiremo il 57% dei fondi comunali. Inoltre, importante sarà migliorare la qualità dell’offerta dei servizi sociali. Abbiamo un mercato del lavoro poco dinamico e dobbiamo far rientrare i soggetti espulsi dando loro un’occasione di lavoro per avere le conoscenze adeguate e le giuste competenze.

Un augurio a tutti i cittadini giuglianesi per il nuovo anno?

Auguro ai cittadini di pace e serenità. L’auspicio è che continui la rinascita e il risveglio della città, dalla fascia costiera al centro cittadino. Giugliano deve tornare a essere vivibile e mi auguro che possa essere sempre più accogliente per i nostri figli.

MARIO RISPETTO INTERNAPOLI

 

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