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CAMPANIA NEWS NAPOLI LINO, UCCISO DALLA CAMORRA PER 'ERRORE'. PRESO IL KILLER: "SE SPARO NON MI FERMO"

13 Marzo 2013, 12:24pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130313_liino-romano.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NAPOLI - Sarebbe stato individuato e fermato dai Carabinieri l'esecutore materiale dell'omicidio di Lino Romano, 30 anni, ucciso per errore in un agguato di camorra il 16 ottobre, a Napoli. È Salvatore Baldassarre, 30 anni, ritenuto affiliato al clan 'Abete-Abbinante-Notturnò. È stato bloccato a Marano ed era armato. Baldassarre è stato individuato e arrestato dai Carabinieri del nucleo investigativo di Napoli in un appartamento di Marano di Napoli, dove secondo le indagini si era nascosto per sfuggire alle ricerche. Al momento dell'arresto - si è saputo dai Carabinieri - Baldassarre era armato di semiautomatica e in possesso di documenti falsi. L'agguato - secondo le indagini dei Carabinieri - fu organizzato e messo in atto nell'ambito dei contrasti fra il clan camorristico degli 'Abete-Abbinante-Notturnò, al quale secondo gli investigatori apparteneva Baldassarre, e il gruppo della cosiddetta 'Vanella Grassì, per il controllo sulle piazze di spaccio nella zona Nord di Napoli. "QUANDO UCCIDO NON MI FERMO PIÙ" «Io quando poi inizio a sparare non mi fermo più»: così Salvatore Baldassarre, l'uomo arrestato dai Carabinieri con l'accusa di aver ucciso per errore, con 14 colpi di pistola, in un agguato di camorra, Pasquale Romano, spiegò a un altro affiliato al gruppo degli scissionisti, Carmine Annunziata, il clamoroso errore di persona costato la vita al giovane innocente. A riferirlo ai pm di Napoli Sergio Amato ed Enrica Parascandolo è stato lo stesso Carmine Annunziata, in uno dei suoi primi interrogatori dopo la decisione di collaborare con la giustizia. Pasquale Romano, 30 anni, residente a Cardito (Napoli), un giovane stimato da tutti, fu ucciso nel quartiere napoletano di Marianella per un «sms» non arrivato in tempo che avrebbe dovuto mandare una donna assoldata dai sicari. Lino era andato a trovare la sua fidanzata ed era appena uscito dalla palazzina dove abita la ragazza con la sua famiglia. I killer lo scambiarono con la vittima designata e non esitarono a far fuoco uccidendolo con 14 colpi di pistola. La svolta nelle indagini è arrivata il 28 novembre scorso quando Carabinieri e Polizia hanno fermato uno dei presunti assassini, Giovanni Marino. Agli investigatori qualche giorno prima si era però presentata una donna, la zia della fidanzata di un piccolo pregiudicato del quartiere, che avrebbe dovuto mandare un sms ai killer per farli entrare in azione spiegando quanto era accaduto quella sera. I sicari non attesero quel messaggio che avrebbe dovuto segnalare l'arrivo del vero bersaglio, designato nell'ambito della «guerra» per il controllo delle piazze dello spaccio della droga facendo fuoco su Lino Romano che per caso si era trovato in quel momento nel luogo dell'agguato.

FONTE LEGGO.IT

13 MARZO 2013

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