Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net
Samuele Cianci e a destra i medici Sergio Cacialli e Andrea Grassi
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA EMPOLI. Due medici, un defibrillatore, decine di occhi increduli di fronte a quel ragazzo disteso per terra, nello spogliatoio. Passano pochi minuti e la speranza viene travolta dalla disperazione. Il cuore di Samuele Cianci, smette di battere per sempre. Centro sportivo di Monteboro. Sono passate da poco le 22 di lunedì 9 maggio e il ventenne empolese è rientrato nello spogliatoio dopo la solita partita di calcetto con gli amici. Si accascia al suolo, improvvisamente, privo di sensi. I ragazzi, che capiscono subito la gravità della situazione, escono a chiedere aiuto. Nell’altro campo è in corso una partita di calcio amatoriale Uisp, valida per la coppa di Lega: «C’è bisogno di un medico, correte», gridano dal cancello. Il guardalinee è Sergio Cacialli, responsabile di ortopedia alla clinica Leonardo di Sovigliana. E in campo, con la maglia del Corniola Emmetex (contro il Boccaccio, la partita è stata sospesa e poi rinviata), c’è Andrea Grassi, laureato in medicina, specializzando a Siena.
Empoli, Samuele Cianci era appena rientrato negli spogliatoi: s’è accasciato al suolo colto da un malore. Vani i soccorsi
Corrono entrambi verso lo spogliatoio: «Samuele era in arresto cardiaco, era cianotico e vomitava - racconta Cacialli -. I ragazzi erano anche stati bravi a metterlo appoggiato su un fianco, ma la situazione era disperata. Io e Andrea abbiamo iniziato le manovre di rianimazione: massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. E per un attimo il cuore ha anche ripreso a battere».
Ma si è nuovamente fermato poco dopo. Non si sono arresi: «Ci hanno portato anche il defibrillatore in dotazione all’impianto. Abbiamo piazzato la piastra - racconta Grassi - e proprio in quel momento sono arrivati i soccorritori del 118». Che hanno portato avanti, disperatamente, le manovre: ma il cuore di Samuele si è fermato per sempre. Nonostante i soccorsi tempestivi e la presenza (casuale) di professionisti, che hanno iniziato il massaggio al massimo un paio di minuti dopo il malore.
La disperazione della mamma di Samuele davanti agli spogliatoi di Monteboro (Foto Agenzia Carlo Sestini)
E anche l’ambulanza è arrivata rapidamente, ma non c’è stato niente da fare: «Non ho chiuso occhio per tutta la notte - confessa Sergio - e anche se faccio questa professione da 39 anni e ho lavorato anche in pronto soccorso, questa tragedia mi ha colpito profondamente, anche perché sono padre di due figli e mi sono messo nei panni dei genitori». Daniele e Paola sono stati raggiunti dalla telefonata maledetta mentre erano al ristorante per festeggiare il loro 30° anniversario di matrimonio: «Proprio ieri (domenica 8 maggio), dopo tanto tempo, avevamo pranzato tutti insieme per la festa della mamma», ripeteva il padre sotto-choc, lunedì sera davanti allo spogliatoio dell’impianto di Monteboro, teatro di tante serate trascorse in allegria da Samuele. Che aveva anche un’altra “casa” del cuore, legata al pallone, a Santa Maria. Martedì mattina era un silenzio assordante quello che avvolgeva il campo sportivo.
La casa della famiglia Cianci in via Carraia a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)
Batte forte il sole su quell'erba sintetica dove “Ciancino” - come lo chiamavano gli amici - coltivava la sua grande passione per il pallone, proprio a poche decine di metri dal distributore di benzina dei genitori. Quello era il suo piccolo mondo, un mondo che si è sbriciolato in mille pezzi, all'improvviso, in una serata d'inizio maggio, dopo una banale partita di calcetto. Negli uffici, a rimettere a posto alcune carte c'è il presidente del sodalizio gialloblù, Giuseppe Pignatello, che con le lacrime agli occhi e le mani a coprirsi la faccia cerca di trovare una spiegazione a quello che è successo. Samuele, che amava il calcio ed era tifosissimo dell’Empoli, aveva iniziato a giocare in quel campetto da quando aveva 6 anni e in quegli spogliatoi ha lasciato un ricordo indelebile. «Ancora non riesco a crederci - racconta Pignatello con un filo di voce - . Conosco lui e la sua famiglia da tanti anni. Era un ragazzo d'oro, sempre corretto, mai una parola fuori posto. Ci mancherà davvero tanto».
Già, perché Samuele lo conoscevano tutti, come tutti conosco suo padre per molti anni dirigente accompagnatore del Santa Maria e oggi guardalinee al seguito della prima squadra. Samu ha indossato quella maglia per tanti anni, poi si era rotto i legamenti, aveva avuto qualche problema al menisco e allora aveva allentato al presa. Anche quest'anno si era tesserato ma non aveva mai giocato preferendo andare a divertirsi con gli amici a giocare a calcetto.
Anche per questa stagione aveva effettuato regolarmente la visita medico-sportiva che sarebbe scaduta ad ottobre 2016 e risultava perfettamente in regola. «Non aveva mai avuto problemi sotto questo punto di vista - dice ancora Giuseppe - era un ragazzo sano, ma soprattutto allegro ed educato». Era un centrocampista, di quelli che quando sono in giornata non riesci mai a prenderli. Lo sa bene Valis Bagnoli, fondatore ed ex presidente del Santa Maria, che riguarda le foto e i vecchi cartellini di Samuele. «Lo abbiamo visto crescere - racconta mentre guarda uno dei primi tesserini firmati da Samuele, con appiccicata la foto di quando ancora era un bambino - . Non ci sono parole per descrivere quello che stiamo provando in questo momento, siamo distrutti». E poi i ricordi di vittorie (tante), delle sconfitte, di quel torneo in Francia in cui Samu e i suoi compagni si divertirono come pazzi. Del torneo dell'oratorio di Sant'Andrea in cui era stato premiato come calciatore più sportivo. Adesso restano solo i racconti, ma in quel campo, quel centrocampista intraprendente continuerà a correre per sempre. Anche per questo martedì 10 maggio sera, prima dell'inizio delle partite dei tornei è stato effettuato un minuto di raccoglimento e i calciatori del Santa Maria hanno indossato il lutto al braccio.
Intanto, per chiarire le cause dell’improvviso decesso, la magistratura ha disposto l’autopsia che verrà fatta giovedì 12 maggio all’istituto di medicina legale di Careggi a Firenze.
Il distributore della famiglia Cianci a Santa Maria (Foto Agenzia Carlo Sestini)
La tragedia di Monteboro ha sconvolto la città, dove Samuele, che avrebbe compiuto ventuno anni il prossimo 23 novembre, era molto conosciuto, così come tutta la sua famiglia, che vive in via Carraia a Empoli, meta in queste ore di un pellegrinaggio doloroso di amici e parenti, che cercano di confortare babbo Daniele, mamma Paola e la sorella maggiore, Valentina.
I coniugi Cianci gestiscono il distributore di carburanti TotalErg di Santa Maria, attività associata di Confesercenti: anche il responsabile di zona, Lapo Cantini, ha inviato un messaggio di condoglianze alla famiglia. Samuele, dopo aver conseguito il diploma di ragioniere all’istituto Fermi di Empoli, si era iscritto alla facoltà di Economia dell’Università di Pisa. Giocava a calcio da sempre ed era tifosissimo dell’Empoli. Che ha deciso di ricordarlo: una delegazione azzurra sarà presente al funerale, che sarà celebrato in Collegiata (probabilmente venerdì).
E poi domenica 15 maggio, prima dell’ultima partita del campionato di serie A contro il Torino (alle ore 18 al Castellani), un giocatore dell’Empoli, probabilmente capitan Massimo Maccarone, porterà un mazzo di fiori sotto alla Maratona, dove il giovane assisteva alle partite dei suoi beniamini. E anche i tifosi azzurri stanno preparando un’iniziativa per ricordarlo.
Anche l'assessore allo sport del comune di Empoli Fabrizio Biuzzi ha espresso tutto il suo cordoglio: «Quando ho appreso la notizia sono rimasto senza fiato - spiega - è una tragedia che colpisce tutta la nostra comunità. Quando se ne va un ragazzo così giovane è difficile trovare le parole. Ancora di più quando si tratta di uno sportivo che stava facendo probabilmente la cosa che più amava. Mi sento di esprimere tutta la mia vicinanza alla famiglia e di porgli le condoglianze. Quanto accaduto ci fa riflettere sull'importanza della sicurezza e dei soccorsi negli impianti sportivi. A quanto pare in questo caso sono state messe in atto tutte le procedure del caso, ma non si è mai troppo pronti o troppo preparati di fronte ad avvenimenti di tale portata».