LOMBARDIA NEWS PAVIA Lite in chat tra madri, accusa di stalking
INSERITO DA UTENTE DEL WEB PAVIA. È bastata la “cacciata” da un gruppo di Whatsapp, dove tutte le mamme dei bambini della pallacanestro si tenevano in contatto, per far scoppiare il putiferio. Un affronto, per una donna di 36 anni di Pavia, che per la rabbia dell’offesa avrebbe cominciato a molestare, con messaggini, telefonate anonime e insulti per strada, la madre di un altro bambino, fino a quel momento sua amica. Si è ritrovata con una denuncia per stalking. Per questa accusa la procura di Pavia chiede il processo e il 12 maggio la donna dovrà presentarsi davanti al giudice, che dovrà decidere per il rinvio a giudizio o per il proscioglimento.
La giovane madre, che è difesa dall’avvocato Francesca Timi di Pavia, deve rispondere anche di lesioni per un presunto pestaggio avvenuto per strada. Le due donne, il 16 aprile 2015, hanno litigato mentre, in via Bignami, stavano portando i propri figli a basket e l’imputata avrebbe alzato le mani sulla rivale, una donna di 39 anni. “Colpevole” di avere sparlato di lei con le altre mamme, di avere avuto un ruolo nella cacciata dal gruppo di Whatsapp e di non avere invitato il proprio figlio alla festa di compleanno del suo bambino.
Sentita dagli inquirenti dopo la denuncia, la 36enne si è difesa spiegando che, in realtà, gli insulti e le botte erano state reciproche. Ha negato, invece, le molestie. Nonostante la difesa l’imputata, che abita in una via di Pavia piuttosto vicina a quella della rivale, ha avuto il divieto di avvicinarsi alla casa della vittima.
Nel capo di imputazione relativo all’accusa di stalking sono elencati gli episodi delle presunte molestie: insulti e minacce a ogni incontro per strada, ma anche messaggi su whatsapp e telefonate, molte delle quali anonime. Comportamenti che, secondo l’accusa, sarebbero andati avanti per circa un anno, dal dicembre 2014 allo stesso mese del 2015. Tutto sarebbe
partito da un alterco avuto dall’imputata con un’altra mamma. Un litigio che avrebbe avuto come conseguenza la cancellazione dal gruppo sul telefonino dove tutte le mamme dei bambini organizzavano gli appuntamenti per i propri figli.
FONTE DI MARIA FIORE LA PROVINCIA PAVESE
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