CAMPANIA NEWS Napoli, morte del clochard davanti alla Galleria: inchiesta sul 118
Inserito da :Sotgia Marcella
NAPOLI - Mentre i residenti di piazza San Pasquale che avevano «adottato» il clochard trovato senza vita davanti al Teatro San Carlo, stanno organizzando una colletta per offrire un «dignitoso funerale» al povero senza fissa dimora non appena la salma verrà restituita dall’autorità giudiziaria, un’ombra si addensa sull’operato dell’equipaggio del 118 intervenuto la mattina precedente al decesso. Secondo una circostanziata denuncia presentata alla magistratura inquirente, gli operatori del mezzo di soccorso anzichè dare assistenza all’homeless avrebbero invitato le persone che avevano sollecitato l’intervento a rivolgersi ai servizi sociali del Comune perchè, a loro dire, era necessaria la presenza di assistenti sociali e non di personale sanitario. Sostenendo, pertanto, che l’uomo stava bene in salute e non necessitava di cure ospedaliere. Sta di fatto che il clochard è deceduto. Su questo fronte indaga la magistratura. Il sostituto procuratore della Repubblica, Nicola Miraglia, ha dato infatti mandato alla polizia giudiziaria - vale a dire agli agenti del commissariato San Ferdinando diretto dal vicequestore Annunziata - di identificare gli operatori dell’ambulanza. E di ascoltare i testimoni. È chiaro che se dovesse emergere che l’equipaggio dell’ambulanza ha sottovalutato le condizioni del senza fissa dimora - si chiamava Franco I, aveva circa sessant’anni e, come abbiamo detto all’inizio trascorreva le sue giornate a piazza Vittoria, «accudito» da residenti che gli portavano cibo, abiti e gli davano un po’ di soldi - le responsabilità penali potrebbero sfociare addirittura in un’accusa di omesso soccorso o, addirittura di concorso in omicidio colposo. Franco I. era stato colto da crisi respiratoria la mattina di lunedì. Alcuni di quei residenti di piazza San Pasquale che da tempo si erano presi cura di lui avevano subito avvertito il 118 dopo avergli offerto un cappuccino caldo. Dice uno degli abitanti che ha presentato l’esposto: «Ma l’operatore dell’ambulanza quando ha visto il clochard dopo una rapida valutazione ha detto che non era dell’ambulanza che aveva bisogno, ma dell’unità mobile dei servizi sociali del Comune. Sta di fatto che il poveretto stava effettivamente male, se l’indomani è morto». Nella serata di lunedì il 118 era stato nuovamente chiamato proprio dai servizi sociali. Ma quando era arrivata l’ambulanza, il cui personale aveva manifestato la necessità di un ricovero, era stato lo stesso clochard a rifiutarsi di salire sul mezzo. Poi la morte. Dalla centrale operativa del 118 la difesa, decisa, degli operatori intervenuti in mattinata. «Abbiamo uno strumento che è la registrazione che non può essere manipolata e rimane nella memoria del sistema per sempre. Da questa registrazione si evince che l’equipaggio aveva effettuato tutte le indagini in base alle quali l’intervento era stato classificato come codice verde. Non c’era insomma, la necessità di un ricovero ospedaliero. I parametri vitali non facevano temere quello che poi è accaduto. Se c’è un’indagine ben che venga: accerterà sicuramente che non c’è nulla da imputare ai nostri operatori»
Fonte :Il Mattino
24 GENNAIO 2013
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