GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO LA LETTERA DI ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI Pensioni , sì alle uscite flessibili
INSERITO DA MIICHELE PAPPACODA Gentile signora Isabella Bossi Fedrigotti,
vorrei avanzare una modesta proposta per la flessibilità pensionistica a favore delle famiglie e dei disabili. Sono una donna medico sulla sessantina con un pregresso tumore, figlia unica di due genitori quasi novantenni e invalidi, che ora avrebbero grande bisogno di me. Vorrei poter dedicare loro più tempo, ma non ci riesco perché ancora lavoro nel pubblico e non posso andare in pensione, se non con grande penalizzazione. È una situazione diffusa e che aumenterà sempre di più con costi enormi: economici, sociali e affettivi. Perché non pensare a una flessibilità pensionistica che permetta un’uscita anticipata dal lavoro di qualche anno anche rispetto all’anzianità in presenza di parenti stretti invalidi, che convivono o vivano a breve distanza? Magari anche a fronte di una diminuzione dell’assegno di accompagnamento di cui usufruisce il familiare e a un impegno verificabile, per esempio, dai servizi sanitari e sociali (o certificato dallo stesso anziano, se lucido) di un’assistenza quotidiana o settimanale: rinsalderebbe il legame intergenerazionale, farebbe sentire l’anziano portatore di un diritto riconosciuto e potrebbe dare aiuto materiale e conforto affettivo, oltre a diminuire i costi complessi dell’assistenza.
In alternativa, per equità, si potrebbe chiedere a chi volesse andare in pensione con qualche anno di anticipo un numero consistente di ore di volontariato sempre nell’assistenza ad anziani e disabili, come prevedeva una norma legata al pubblico impiego, che mi sembra sia andata persa. Cosa ne pensa, al netto di abusi sempre possibili anche con le norme attuali?
D. S.
Più interessante sarebbe sapere cosa ne pensano Tito Boeri, presidente dell’Inps, e il Governo. Trovo piena di buon senso la sua proposta e immagino che la maggioranza degli italiani la possa condividere. Il problema dell’accudimento degli anziani è enorme e ne abbiamo fatto, ne facciamo o ne faremo esperienza tutti quanti. E tuttavia ancora non sembra che venga affrontato in modo costruttivo, tant’è vero che come unica «soluzione» ci si augura di non arrivare a vivere troppo a lungo. Questo almeno è quello che si sente dire in particolare da chi, come lei, non è più tanto giovane e ha genitori anziani da curare. Lei parla di possibili abusi: un provvedimento intelligente e di buon senso come il suo sembra, in effetti, ad altissimo rischio di imbrogli. E mi viene in mente - è notizia di pochi giorni fa - quel dipendente pubblico che, avendo ottenuto un permesso per accudire la suocera in carrozzella, è stato fotografato al maneggio in groppa al suo cavallo.
ibossi@corriere.it
FONTE IL CORRIERE DELLA SERA
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