CAMPANIA NEWS Campania, ciclone sanità: congelati 12mila stipendi
INSERITO DA ANGELA CECERE
Casse pignorate, le banche congelano i conti correnti. Asl Napoli 1, buste paga: fermati 266 milioni A rischio oltre 12mila stipendi. Sono quelli dei lavoratori della sanità, in particolare di medici, infermieri e amministrativi in servizio all’Asl Napoli 1 e all’Asl Napoli 3. Ma in generale nelle prossime ore potrebbe collassare l’intero sistema. Un allarme talmente grave da giustificare l'annuncio del ministro Delrio, a Napoli per un convegno sulla riforma degli enti locali: «La situazione che si è creata è molto grave. Occorre trovare una soluzione. Studieremo un decreto con il ministero della Salute e con il governo». Un decreto salva-Campania, dice Delrio. Che rincara la dose: «C'è il bisogno che i pagamenti ai fornitori siano effettuati il più presto possibile. Sarebbe strano se, dopo aver messo a disposizione 40 miliardi per i pagamenti della pubblica amministrazione, tutto venisse bloccato per altri fattori esterni». L'annuncio del ministro fa riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale, che nei giorni scorsi ha bocciato una legge nazionale autorizzando di fatto i creditori (che in certi casi attendono di essere pagati da anni) ad aggredire i beni e le casse delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Così è stato. Sono scattate subito le azioni legali e gli istituti di credito hanno bloccato in via cautelativa i conti correnti. Oggi circa 500 milioni sono congelati, immobilizzati. Di conseguenza si assiste al paradosso che Asl e ospedali hanno i fondi per pagare ma sono impossibilitati a farlo. La situazione più grave si registra alla Napoli 1, guidata dal manager Ernesto Esposito. Il Banco di Napoli ha infatti reso indisponibili circa 266 milioni di euro. Una parte di queste risorse serve a pagare gli stipendi a circa 7500 dipendenti. Domani. Come fare? Il direttore generale, d’intesa con il governatore Stefano Caldoro e la struttura commissariale, è al lavoro per trovare una soluzione. Si potrebbero utilizzare gli accantonamenti, una sorta di tesoretto per le emergenze, o ricorrere ad anticipazioni di liquidità. Come avvenuto in passato, quando si verificò una situazione analoga. Ma va trovata una soluzione strutturale per i mesi successivi. Stesso discorso vale per la Napoli 3 Sud, che ha avuto al momento un blocco di 90 milioni e che deve pagare quasi 5mila stipendi. Tanto che i vertici dell’azienda hanno deciso di ricorrere alle vie legali: "Qui la situazione rischia di diventare davvero esplosiva. Perciò ho diffidato la banca. Ho comunicato la mia decisione anche al presidente Caldoro, nella sua qualità di commissario alla Sanità, al prefetto, perché si rischia una interruzione di pubblico servizio, ed al procuratore della Repubblica, a cui ho chiesto un apposito incontro per sottolineare che eventuali anticipazioni di cassa sono a costi più elevati, e non è certo possibile caricarli sulla Asl in presenza di comportamenti contro la legge" dice il direttore generale Maurizio D'Amora. Che domani mattina incontrerà il procuratore di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, proprio per discutere dell'emergenza. Il manager dell’Asl di Salerno, Antonio Squillante, ha giocato d’anticipo inviando una diffida al Monte dei Paschi di Siena perché, sostiene, in questo modo si mette in pericolo il funzionamento dell’azienda e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza. In questo caso sono 40 i milioni congelati, 8mila gli stipendi. Respirano, invece, le altre Asl, in particolare quelle di Caserta, Avellino e Benevento nonché le aziende ospedaliere. Almeno per ora. Quanto alla Napoli 2 Nord, la situazione appare al momento sotto controllo. Lo assicura il manager Giuseppe Ferraro, che ha scritto una specifica nota ai sindacati: «Il quadro finanziario aziendale ci consente di fronteggiare anche gli imprevisti» è, in sintesi, il suo ragionamento. Il blocco stavolta è pari a 50 milioni ma in realtà quasi la metà di questi sono già stati stanziati in favore dei creditori. Le unità in servizio sono 3mila. L’emergenza nel campo della sanità rappresenta solo la punta dell’iceberg in un quadro fortemente critico. Tanto che il governatore Stefano Caldoro martedì mattina ha lanciato l’allarme su possibili «disordini e rivolte proprio a Napoli e in Campania». Poche ore dopo la sua previsione è stata confermata dai fatti: una delegazione di dipendenti di Eavbus, società di trasporto su gomma fallita nel novembre del 2012, è salita sul tetto del fabbricato che ospita gli uffici dell’azienda per chiedere garanzie sul futuro; un gruppo di donne (aderenti ai «Banchi Nuovi») ha invece invaso alcuni uffici di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli; e ancora decine di disoccupati hanno organizzato un sit-in davanti al termovalorizzatore di Acerra mentre in parallelo i senzalavoro del progetto «Bros» occupavano i binari della stazione centrale.di Gerardo Ausiello
IL MATTINO
25.07.2013.
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