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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO «Santo Spirito vietato ai disabili» Spesi 1,5 milioni per il pronto soccorso, ma niente bagni per gli handicappati

5 Gennaio 2016, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  «Santo Spirito vietato ai disabili» Spesi 1,5 milioni per il pronto soccorso, ma niente bagni per gli handicappati
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  «Santo Spirito vietato ai disabili» Spesi 1,5 milioni per il pronto soccorso, ma niente bagni per gli handicappati

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Santo Spirito non è un ospedale per disabili: il pronto soccorso, un mese e mezzo dopo la fine dei lavori di riqualificazione da un milione e mezzo di euro per il Giubileo, «è senza bagni per portatori di handicap, al pari di altri reparti, dai quali i degenti con ridotte capacità motorie sono costretti ad andare via». A denunciarlo è un’interrogazione del consigliere regionale Devid Porrello (M5S) che chiede «l’immediato avvio dei lavori di adeguamento volti all’eliminazione delle barriere architettoniche». Eppure il precedente cantiere è stato smobilitato solo 45 giorni fa, con il taglio del nastro del 20 novembre scorso alla presenza del premier, Matteo Renzi, e del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «In appena 158 giorni i lavori strutturali sono stati ultimati per dare ai cittadini di Roma e ai suoi visitatori un presidio per le emergenze completamente rinnovato», sottolineò il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Al quale è ora indirizzata l’interrogazione che, invece, denuncia come al rinnovato pronto soccorso «l’unico bagno identificato con il simbolo di agibilità per i portatori di handicap in realtà non possiede alcun ausilio, dimensioni e caratteristiche che abbattano le barriere architettoniche al fine di renderlo agibile all’uso - lamenta Porrello - Anche altri reparti dell’ospedale, tra cui la Cardiologia, non sono dotati di bagni idonei all’utilizzo da parte dei disabili, tanto da costringere i degenti portatori di handicap a dover rinunciare al ricovero in corso per le insormontabili difficoltà riscontrate nel dimorare presso i locali di degenza». E se i degenti disabili sono costretti a fare le valigie, altrettanto si chiede nell’interrogazione per i responsabili, attraverso «l’individuazione delle figure del progettista, del direttore dei lavori, del responsabile tecnico degli accertamenti per l’agibilità e del collaudatore, ai fini della comminazione delle sanzioni disposte per legge». Ma l’ormai ex Asl Rm E (da Capodanno confluita nella nuova Asl Roma 1) per ora preferisce non replicare all’interrogazione di Porrello che, in un altro quesito, punta il dito contro un «dirigente ingegnere» che, per 14 anni (dal 2001 al 2015) ha diretto lavori in alcune strutture dell’azienda sanitaria senza aver mai conseguito la laurea. È stato anche «coordinatore della sicurezza dei lavori» all’ospedale Oftalmico, nei presidi sanitari di via Innocenzo IV, di via Cassia e del comprensorio di Santa Maria della Pietà. E solo 11 mesi fa, prima di essere rimosso in seguito a 2 esposti alla Corte dei conti di un altro dirigente trasferito, gli era stato «prorogato il contratto di lavoro, con l’ulteriore incarico di responsabilità della Ingegneria ospedaliera del presidio San Filippo Neri». Però, «dall’evidenza degli archivi dell’Università La Sapienza, risulta iscrittosi presso la facoltà di Ingegneria nell’anno accademico 1975/76 ed aver lasciato gli studi nel 1990 senza conseguire il Diploma di Laurea».

Antonio Sbraga IL TEMPO

05.01.2016

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