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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI "Dov'è andata la musica", Dodi Battaglia senza Pooh: "Vi offro il mio volto più rock"

10 Aprile 2015, 10:40am

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI "Dov'è andata la musica", Dodi Battaglia senza Pooh: "Vi offro il mio volto più rock"

Mentre il gruppo madre è fermo - si rifarà vivo l'anno prossimo per festeggiare il cinquantenario - il chitarrista ha pubblicato il terzo album a suo nome, realizzato con il virtuoso Tommy Emmanuel. "C'è tanto rock ma pure altri generi, come l'etnica australiana, in omaggio a Tommy. La chitarra è uno strumento di impatto, chiama il rock più di tutto".

A furia di chiedersi Chi fermerà la musica, la domanda ora è diventata Dov'è andata la musica. Tutto torna: a porsi quest'ultimo interrogativo è uno dei quattro che si ponevano già il primo, Dodi Battaglia. Il quale approfittando della pausa di riflessione che i Pooh si sono presi in vista dei festeggiamenti per il mezzo secolo di carriera, nel 2016, ha appena pubblicato un disco in proprio. Si intitola appunto Dov'è andata la musica e Battaglia - indubbiamente uno dei migliori chitarristi italiani - suona assieme a uno dei migliori del mondo, l'australiano Tommy Emanuel. E allora, Battaglia, dov'è andata la musica? "Verso il rock, decisamente. Questo album ne è pieno. Senza disdegnare altri generi, dal flamenco alle ballad pop, all'etnica australiana in omaggio a Tommy. Io e lui siamo nati agli antipodi, proprio in senso geografico, però siamo accomunati dalla musica. E abbiamo voluto che fosse anzitutto rock, perché la chitarra è uno strumento di impatto, chiama il rock più di tutto". Però i Pooh sono diventati famosi grazie al pop. Cos'è, uno sfogo per quel che non può fare nella band? "Ma no, è un divertimento, è il piacere di stare assieme a un amico e di scatenarci. L'abbiamo fatto in sala di registrazione, lo faremo sul palco da metà di maggio, quando partirà un tour in giro per l'Italia. Nelle prime date sarò solo, lui si unirà da luglio e saremo devastanti. Pensi, saranno assieme il miglior chitarrista del mondo e il miglior chitarrista dei Pooh, anche perché sono l'unico. E per tornare alla sua domanda, sia Roby Facchinetti che Red Canzian hanno appena pubblicato dischi da solisti. Nessuno lascia la band, e io stesso avevo già sfornato due dischi da solista".

Che ricordi ha dei primi due? "Più in alto che c'è ha ormai compiuto trent'anni. Ricordo che era stato fatto in fretta e furia e che la canzone che dava il titolo al disco era stata scritta da Vasco. Un bel rock anche quello. Il secondo, D'assolo, del 2003, era già frutto dell'amicizia con Tommy, un album strumentale acustico con brani dal sapore multi-etnico mediterraneo". E questo disco com'è nato? "Ci siamo visti qualche mese fa a casa di un comune amico. La voglia di lavorare ancora assieme c'era. E Tommy arrivò già con un provino, della canzone che adesso è diventata Io non so amare a metà. Mi colpì che fosse un brano radiofonico, nulla di ricerca o di virtuosismi. Voleva un disco serio ma che vendesse. Dovevamo farlo. Ci siamo a lungo scambiati file per email poi ci siamo trovati a Nashville e abbiamo registrato tutto". Ha citato Io non so amare a metà. Parliamone, allora. Perché racconta di un uomo che ha una storia con una donna già impegnata. Il che fa un po' sorridere, cantato da lei, che è la voce di Tanta voglia di lei. "Ho fatto apposta, per l'appunto. D'altronde so bene di essere identificato come il cantore del tradimento da quando ho interpretato Tanta voglia di lei. Ma quello era il tradimento di un uomo. Mi sembrava giusto, per la parità dei sessi, cantare stavolta le corna messe da una donna".

C'è un'altra canzone, per stare sul tema Pooh, che colpisce. Vale è dedicata a Valerio Negrini, che prima ha fatto parte della band, poi ne è diventato l'autore storico, ed è morto due anni fa. "A lui è dedicato in realtà l'intero disco, perché era un fratello e perché sono convinto che sia stata proprio la sua anima a darmi una mano nella scrittura dei testi. Un brano strumentale con cui ho voluto trasmettere la serenità che lascia il ricordo di una persona sensibile e profonda come lui, e la forza del suo animo. Peccato davvero che non vedrà la festa Pooh che abbiamo in programma nel 2016". Della quale non anticipa nulla. "Non posso. Le dico solo che tutto sta procedendo alla grande. E che vi stupiremo".

FONTE: di Luigi Bolognini LA REPUBBLICA.IT

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