CAMPANIA NEWS NAPOLI, RESIDENTI METTONO IN FUGA DUE RAPINATORI. "CE LA CAVIAMO DA SOLI"
INSERITO DA ANGELA CECERE
NAPOLI - Alcuni rapinatori stavano derubando tre giovani, quando sono intervenuti i residenti di un quartiere di Napoli, che hanno iniziato a lanciare ogni sorta di oggetti, fino a mettere in fuga i ladri. Tre giovani, di 31, 30 e 29 anni, poco dopo le 22,30, sono stati avvicinati da due individui armati, in sella a uno scooter con casco integrale, nei pressi di piazza Dante. Quando hanno intimato alle vittime di consegnare denaro e telefonini cellulari, i residenti, richiamati dalle urla e dalle richieste di aiuto dei ragazzi, si sono affacciati e hanno cominciato a lanciare suppellettili varie all'indirizzo dei rapinatori, mettendoli in fuga. RESIDENTI: «REAGIAMO DA SOLI» «Li abbiamo messi in fuga come è successo anche altre volte perchè qui scippi e rapine sono all'ordine del giorno e solo qualche volta noi, lasciati soli senza una presenza continua delle forze dell'ordine ed in vicoli senza illuminazione, riusciamo ad allontanare da soli i malviventi». A parlare sono i residenti di Cisterna dell'Olio, una trama di strette viuzze a ridosso della centrale piazza Dante a Napoli, che l'altra notte hanno bersagliato dai balconi, con piante e suppellettili, una coppia di rapinatori pronti a mettere in atto l'ennesima rapina ai danni di tre ragazzi. «Appena fa buio in queste strade scatta il coprifuoco - aggiungono i residenti - e non è difficile, affacciandosi ai balconi, notare rapinatori a bordo di motorini nascosti dietro un angolo e pronti per un nuovo agguato. A volte urliamo per metterli in fuga e per allertare gli ignari passanti. Sul lancio di oggetti ci siamo quasi 'specializzatì ma una volta è anche successo che un mio vicino è dovuto scendere in strada per sottrarre alla violenza di un rapinatore un ragazzo che si rifiutava di consegnargli il telefonino». I residenti della zona hanno segnalato decine di volte alle istituzioni competenti lo stato di abbandono della zona senza avere riscontri. «Potremmo chiuderci in casa e far finta di non sentire le urla provenienti dalla strada - conclude uno dei residenti - ma non ci riusciamo più e, in attesa che le cose cambino, quando possiamo, facciamo da soli».
FONTE LEGGO.IT
08 FEBBRAIO 2013
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