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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Giornata della Memoria, "la storia si ripete ogni volta che ci trattano con disprezzo"

27 Gennaio 2016, 15:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  Giornata della Memoria, "la storia si ripete ogni volta che ci trattano con disprezzo"

INSERITO DA MORENA MOTTA "La storia si ripete ogni volta che chi si occupa dei nostri figli lo fa con disprezzo per la loro dignità, considerandoli 'diagnosi' o 'casi'". E' l'ammonimento che nella Giornata della Memoria 2016 arriva per ricordare le 100 mila persone con disabilità fisica e intellettiva che fra il 1933 e il 1945 furono soppresse dal regime nazista in attuazione del programma Aktion T4. Anche a loro è dedicata la Giornata che ricorda tutte le vittime della Shoah. A riflettere sul tema è Donatella Bertelli, presidente dell'Associazione Italiana Sindrome X Fragile, che ricorda come la strage di disabili poté accadere perché medici, psichiatri, infermiere ed infermieri collaborarono per programmare e gestire l'uccisione dei pazienti loro affidati. "La storia si ripete ogni volta che chi si occupa dei nostri figli lo fa con disprezzo per la loro dignità, considerandoli 'diagnosi' o 'casi'. Dobbiamo tenacemente operare per la memoria delle vittime del passato e per la ricerca della verità, sempre", dice Bertelli.

Sulla necessità di una reale inclusione delle persone con disabilità per costruire una vera riconciliazione parla anche Andrea Canevaro, docente emerito di Pedagogia Speciale all'Università di Bologna e membro del comitato scientifico dell'Associazione italiana Sindrome X Fragile: "La reale inclusione passa attraverso diversi aspetti importanti, il primo - sottolinea il noto pedagogista - è la condanna all'esclusione e alla violenza che una parte dell'umanità ha patito e patisce. I genocidi hanno avuto purtroppo complicità che sono tuttora vive. Il secondo aspetto è costituito dalla dimensione culturale dell'impegno e si può tradurre in questi termini: saper vedere nell'altro non qualcosa che ci limita e anche danneggia (perché costa, perché ha bisogni che intaccano il bilancio...) ma un completamento e un arricchimento della nostra stessa realtà. Il terzo aspetto è l'inibizione alla costruzione di una riconciliazione che diventi solo un 'buon sentimento' inutile, questo implicava ed implica il superamento dell'assistenzialismo e del vittimismo, ovvero di due dei mali più in sinuosi e pervasivi che stiamo alimentando, in una società della deresponsabilizzazione individualistica e del disprezzo tante volte espresso per la dimensione politica. L'assistenzialismo si nutre della possibilità che chi si sente vittima si installi permanentemente in questo ruolo (vittimismo); diventi credibile come vittima per poter sempre domandare e mai impegnarsi nel promuovere. L'azione educativa deve saper chiedere, e non solo proteggere. Ma per poterlo fare deve vivere una credibilità che si conquista giorno dopo giorno".

FONTE SUPERABILE

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