CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli. Giallo nel mare di Posillipo, affiora uno scheletro tra gli scogli sotto Villa Rosebery
M.P.Napoli. Sulle prime sembrava un mucchio di rami secchi accatastati tra le rocce, portati a riva dalle correnti e dalle mareggiate. Poi, osservando meglio ci si è accorti che si trattava di uno scheletro umano. Scoperta macabra, ieri pomeriggio, a Posillipo. Di ritorno da una battuta di caccia un pescatore si è accorto di quel corpo senza vita, ormai scarnificato, che galleggiava a pelo d'acqua tra gli scogli.Non è stato il solo ad accorgersene: anche altri avevano visto affiorare dagli scogli prospicienti il condominio «Zafferana» di via Ferdinando Russo un teschio. E così è stato lanciato l'allarme. La scoperta è stata fatta nel tratto di mare compreso tra Villa Rosebery – la residenza riservata al presidente della Repubblica – e la conca di Marechiaro. In una zona cioè sempre molto trafficata via mare e supercontrollata anche via terra. Ma come è possibile che quel corpo senza vita sia potuto finire lì è solo una delle molte domande che compongono questo mistero sul quale sta indagando la Polizia. Il ritrovamento è avvenuto poco prima delle 16. Sul posto sono giunti gli agenti del commissariato Posillipo, ai quali hanno dovuto dare supporto i colleghi del reparto navale, via mare, e i vigili del fuoco. Lo scheletro era incastrato in un'ansa creata dai massi della scogliera prospiciente il costone di terra e questo ha reso complesse le operazioni di recupero. Il cadavere scarnificato non aveva che qualche piccolo brandello di stoffa e carne, segno evidente della sua lunga permanenza in acqua. Impossibile ogni tentativo di identificazione: adesso la parola passa ai medici legali, che in base ad esami specifici potranno dire se quello sfortunato corpo apparteneva a un uomo o a una donna, approssimando neanche un'età. La scoperta ha fatto scattare subito una serie di indagini, a cominciare dalle verifiche negli elenchi delle denunce di scomparsa. Due, al momento, le ipotesi investigative: quella che privilegia un caso di suicidio e l'altra, pure presa in considerazione, di una morte che potrebbe essere avvenuta altrove, forse anche in mare aperto, e che prende in considerazione la possibilità che le correnti marine abbiano trasportato il corpo a riva. A coordinare le indagini è la Procura: dopo aver autorizzato la rimozione del corpo il pm di turno, intervenuto sul posto, ha disposto il trasporto della salma all'obitorio del Secondo Policlinico e ordinato l'esame del dna. Ci vorrà tempo prima di saperne di più. Un fatto appare verosimile: la circostanza che solo ieri qualcuno si sia accorto della presenza di uno scheletro quasi a riva lascia ipotizzare che il corpo sia stato trascinato dalle correnti fino ad arenarsi nello specchio d'acqua di Marechiaro. E si può credere che – ammesso che si tratti di suicidio, di un incidente se non d'altro – la morte sia avvenuta altrove. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)
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