CAMPANIA NEWS Napoli, lite in famiglia: zio accoltella nipote e lo riduce in fin di vita
INSERITO DA ANGELA CECERE
Restano avvolte nel mistero le cause che hanno scatenato il tentato omicidio in un deposito di materiale edile NAPOLI. La lite in famiglia, finisce in tragedia. E’ stato ridotto in fin di vita con un micidiale fendente, vibrato dallo zio al termine di un furibondo litigio. Gennaro Laezza, 32 anni, titolare di un deposito di materiale edile in via Casilli a Casoria, ha avuto il braccio squarciato dalla lama di un’arma affilatissima ( coltello o anche un cutter professionale) che ha reciso di netto sia l’arteria omerale che i tendini. Il ferito è stramazzato sul pavimento del deposito, mentre lo zio Domenico Onorato, 43 anni, si è allontanato portando con se l’arma. Gennaro Laezza è stato soccorso da un suo amico che lo ha trasportato presso il vicino ospedale dei Camilliani. Nel presidio medico di Casoria i medici gli hanno praticamente salvato la vita, riuscendo a bloccare la devastante emorragia. Poi ne hanno disposto l’immediato trasferimento presso il pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco. Le sue conduzioni sono gravissime. Il ferito è stato sottoposto ad un lungo e delicato intervento sia per la ricostruzione dell’arteria che di quella del tendine seriamente danneggiato. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione. I medici non hanno sciolto la prognosi e ne si sono sbilanciati sul completo recupero della funzionalità del braccio, che al momento è a rischio di paralisi permanente. Il mancato omicida ha fatto perdere le sue tracce e ora viene attivamente ricercato dai carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal maggiore Gianluca Migliozzi. I militari hanno anche fermato e denunciato in stato di libertà, anche il padre del ferito. Quest’ultimo, che si era precipitato in ospedale per assicurarsi delle condizioni del figlio, nel cortile del complesso sanitario dei Camilliani ha tentato di colpire con un coltello la mamma del feritore. Restano ancora avvolte nel mistero le cause che hanno scatenato dapprima il litigio e poi il tentato omicidio. Nessuno tra gli stessi familiari di Gennaro Laezza e Domenico Onorato, ha voluto collaborate con gli inquirenti.di Marco Di Caterino
IL MATTINO
07.06.2013.
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