GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Disabili, il cortocircuito dei posteggi telematici
INSERITO DA MORENA MOTTA Genova - Sono un po’ come la kryptonite per Superman: di toccarle non se ne parla, tanto che, in diversi angoli di Genova, giacciono da mesi tristemente sdraiate sul selciato. Non solo: le colonnine per il telecontrollo della sosta disabili sono pure, al pari della globalità del progetto, figlie di madre vedova, a tal punto che al momento non è chiaro nemmeno quale della moltitudine di uffici del Comune debba farsi carico della sistemazione o di un eventuale smantellamento. E poco pare importare che per il progetto, che comprende due sistemi gemelli, uno dei quali dedicato ai posteggi merci del centro storico, sia stato speso mezzo milione, tra i due equamente ripartito. E se il sistema per i posti merci, seppure poco utilizzato, almeno è in funzione, l’altro progetto è alla deriva.
Ormai è più un fatto di decoro urbano, perché, a tre anni dalle ultime rassicurazioni sul tema - «stiamo cercando una soluzione», diceva, a inizio 2013, l’assessore alla Legalità e diritti Elena Fiorini - è impensabile che la funzione originaria sia recuperata. Anche perché, privo di manutenzione, massacrato da interventi sull’asfalto e da automobilisti distratti e vandali - e senza peraltro essere mai entrato a regime - il sistema è letteralmente a pezzi.
La logica era semplice: distribuire dei “tag” - una sorta di telepass, simile anche per dimensioni - ai 9 mila disabili genovesi. Grazie a una tecnologia la scatoletta avrebbe interagito con la colonna, dove è installato un trasmettitore, e con un sensore nell’asfalto, deputato a rilevare la presenza o meno della massa metallica di un’automobile. In caso di occupazione abusiva, un allarme avrebbe raggiunto la centrale operativa della polizia municipale per sanzionare o rimuovere il veicolo.
Forse perché troppo complesso, e probabilmente perché mai digerito dalla macchina comunale - troppi uffici avrebbero dovuto collaborare - nulla di tutto questo è successo. Tuttavia, per scelta della giunta Vincenzi, i primi passi erano stati mossi. Tra questi, la creazione di 100 posti auto attrezzati e la distribuzione di 3.300 “telepass”. Tutto finanziato con fondi ministeriali.
FONTE di Roberto Sculli IL SECOLO XIX
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