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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Napoli. Dieci mesi di sangue e morti: «Torna il regno dei Giuliano»

5 Novembre 2015, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Napoli. Dieci mesi di sangue e morti: «Torna il regno dei Giuliano»

INSERITO DA MORENA MOTTA In questi mesi sono saltati tutti gli schemi, anche quelli che hanno retto durante altre faide cittadine. Allo stadio e in ospedale: sparare e uccidere, fosse anche solo per mostrare i muscoli. In curva o fuori una chiesa, senza zone franche, tanto per chiarire a tutti chi governa in quell’incorcio di vicoli che unisce Forcella alla Sanità, ma anche Rua Catalana e la zona dei decumani o di Santa Chiara.

Lo dicono le carte e le informative di polizia giudiziaria, prima ancora delle ordinanze cautelari in uno scenario destinato ad offrire ancora sviluppi investigativi. Tutto in meno di un anno, tutto a cominciare dall’omicidio di Ciro Esposito, il primo del 2015, consumato nel cuore della Sanità, delitto eccellente perché ordito contro uno dei parenti del boss locale. Da allora, una scia di sangue scandita da almeno venti omicidi, in quella faida scatenata - dicono ora le prime «risultanze investigative» - dalla cosiddetta «paranza dei bimbi». Un gruppo nato da un sogno, confessato a bassa voce da soggetti ben informati, captato grazie a intercettazioni ambientali che hanno consentito di mettere a segno centinaia di arresti e scompaginare i clan in lotta. Ma andiamo con ordine, a partire dal «sogno»: quello di rifondare l’impero del clan Giuliano, quello che fu di Luigino (pentito da quattordici anni), dando una spallata definitiva agli invasori, vale a dire ai Mazzarella, a loro volta approdati a Forcella partendo da San Giovanni a Teduccio.

È così che due ragazzi di venti anni, Emanuele (ucciso la scorsa estate) e il fratello Pasquale Sibillo organizzano la loro rete: lo fanno tra il 2013 e il 2015, godendo di mano libera e una buona dose di impunità. Emanuele abbandona il sogno di fare il giornalista (in carcere a Nisida, aveva scritto per un giornalino locale), si mette a capo di un network che imbarca i Giuliano di terza generazione (un brand sempre valido qui a Forcella), poi con gli Amirante e i Brunetti, altre due famiglie storicamente radicate in centro e danno inizio alla guerra contro i Mazzarella. I soldi non girano più in una certa direzione - riflettono gli inquirenti - droga e estorsioni, falsi e rapine diventano ad appannaggio della paranza dei bimbi, età media venti anni.

Ma come avviene il salto di qualità? Come si registra la spallata ai Mazzarella? Semplice: i Sibillo sparano, i Sibillo fanno i morti, i Sibillo non se ne fottono di niente, si apprende dalle attività di intelligence dispiegate sul territorio. Ricordate lo scorso Natale? In zona di San Gregorio Armeno (quella dei pastori conosciuta in mezzo mondo), ci fu un raid che ha impressionato un po’ tutti: due soggetti mai identificati in sella a una moto di alta cilindrata sparano colpi in aria, nel pieno dello struscio di napoletani e turisti, quasi a dispetto del clima di festa che si respirava a pochi giorni da Natale.

FONTE di Leandro Del Gaudio IL MATTINO

05/11/2015 11:03

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