CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli. Capodichino, tremila sensori per rilevare l'eventuale presenza di fumo

INSERITO DA ANGELA CECERE La prima linea della guerra al fuoco a Capodichino è affidata a tremila sensori sparsi nei 40mila metri quadrati del terminal. E ha un conto finale: tre milioni di euro di investimenti negli ultimi quattro anni per ottenere standard anche oltre le prescrizioni legislative. Non c’è un luogo dell’aeroporto che non abbia “sentinelle” che individuano il fumo (e ne sanno qualcosa gli incalliti fumatori che provano ad accendersi una sigaretta nei bagni) e ci sono luoghi, come i locali commerciali, che sono sorvegliati speciali. Perché proprio tra bar, ristoranti, frigoriferi, congelatori, macchine del caffè e insegne si annidano le maggiori insidie. Una cultura della prevenzione degli incendi diffusa e condivisa - spiegano alla Gesac, la società di gestione dello scalo - tanto che Napoli è stato nel 2013 il primo aeroporto in Italia ad ottenere il certificato di prevenzione incendi del Terminal da parte dei Vigili del Fuoco, a conclusione di un piano di interventi che lo ha reso conforme ai migliori standard europei di sicurezza, prevenzione e lotta antincendio. Un piano che in quattro anni ha portato alla sostituzione dei cavi elettrici con cavi “estinguenti” (cioè che non prendono fuoco), alla creazione della più avanzata rete di sensori (anche nei posti più impensabili e inaccessibili), alla installazione nelle aree commerciali a sistemi di spegnimento fissi automatici, i cosiddetti “sprinkler”, a luoghi sicuri dove proteggere i disabili e le persone che non si possono allontanare, alle “lame di acqua” che impediscono al fuoco di espandersi. Al vertice c’è la Control Room Gesac che gestisce tutte le emergenze nello scalo. È alla Control Room, ovviamente attiva 24 ore su 24, che arriva l’eventuale segnalazione di fumo dai tremila sensori: su una grande mappa grafica appare la localizzazione della segnalazione e il numero del sensore dal quale proviene l’allarme. Dalla Control Room parte dunque la richiesta di verifica visiva al responsabile dell’area da dove proviene la segnalazione. Se la segnalazione dovesse avere la conferma visiva scattano le procedure per l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco e dei soccorsi sanitari. La gestione degli interventi di primo soccorso antincendio e dell’evacuazione è affidata a squadre di emergenza del personale presenti in ogni turno, squadre ”certificate” per svolgere queste attività. Nelle aree commerciali - oltre al segnale alla Control, Room - scatta subito il sistema di spegnimento: se alle tre di notte, quando il terminal è chiuso, c’è un corto circuito nell’area commerciale gli ”sprinkler” ricevuto il segnale dai sensori ”sparano” nella sola zona interessata un liquido antincendio. «La pianificazione è nei minimi dettagli - spiega Alessandro Fidato, direttore infrastrutture e operazioni di volo di Gesac - e si regge non solo sulla componente tecnica ma sulle esercitazioni che coivolgono il personale e anche gli stessi passeggeri. Un incendio, un corto circuito - spiega - è sempre possibile: determinante è l’efficienza delle strutture e la preparazione del personale».
IL MATTINO
08.05.2015. 15.57
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