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CAMPANIA NEWS Napoli, dimessa dall'ospedale: muore poco dopo. Aperta inchiesta

4 Novembre 2014, 15:11pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20141104_boss.jpg

angelaaaaaaaaaaaaaaaa INSERITO DA ANGELLA CECERE

Napoli, mezz’ora in ospedale, viene dimessa, torna a casa e dopo qualche ora sviene. Poi la tragedia Mezz’ora in ospedale, viene dimessa, torna a casa e dopo qualche ora sviene. Di nuovo la corsa in ospedale, di nuovo al pronto soccorso del Loreto Mare, questa volta però in condizioni irrimediabili. Muore subito dopo il suo secondo ricovero, avvenuto nello stesso giorno a distanza di poche ore. Nuova bufera sulla sanità campana, riflettori puntati sul Loreto Mare, pronto soccorso nel mirino della magistratura. Indagine per omicidio colposo, rabbia e impotenza per la scomparsa di una donna: si chiamava Carmela Bosso, aveva 36 anni, sposata, madre di due bambini (uno di otto e un altro di quattro anni). Odissea, calvario. È accaduto domenica, quando la donna, originaria di Ponticelli, si rivolge per la prima volta all’ospedale di via Marina, a causa di forti dolori allo stomaco. Resta una trentina di minuti in osservazione e viene dimessa con una cura a base di farmaci: di fronte a un dolore addominale «epigastrico» e a un probabile caso di «lombosciatalgia recidivante», le viene consigliato di osservare un po’ di riposo, di attenersi a una dieta normocalorica e a una congrua idratazione. Insomma, stando a quanto emerso dalle primissime indagini, il caso della paziente viene trattato alla stregua di una indigestione. E invece il quadro clinico era oggettivamente più complesso. Si sospetta che la donna sia stata colpita da un aneurisma alla aorta addominale, uno shock che deve aver provocato un riversamento di sangue rendendo irrecuperabile la situazione. Difesi dal penalista Paolo Abbenante, marito e parenti di Carmela Bosso ora si affidano alla giustizia, chiedono che venga attivata una inchiesta in grado di circoscrivere le responsabilità di una morte assurda. E sul caso di muove la Procura. Al lavoro il pool reati legati a colpe mediche e professionali, coordinato dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, fascicolo affidato ai pm Danilo De Simone e Stefania Di Dona. Immediato il sequestro della cartella clinica, mentre è stata avviata anche l’acquisizione, presso i familiari, di altri documenti che consentano di ricostruire lo stato di salute della donna, prima del doppio ricovero. Si muovono anche gli organi ispettivi della Regione. È l’Asl Napoli 1, d’intesa con l’assessorato alla Sanità, a disporre un accertamento interno per fare chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso della paziente, a partire proprio dalle dimissioni di domenica mattina. Vicenda amara (riporta ieri nella edizione di Cronache di Napoli, ndr) che ripropone l’attenzione sulla emergenza legata al sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso rimaste disponibili. Struttura di frontiera, il Loreto mare raccoglie competenze e professionalità di eccellenza, sempre alle prese con scenari di alta tensione. Inchiesta interna e indagini della Procura, mentre dalla famiglia si leva una richiesta di giustizia: «Perché è stata dimessa? Poteva essere salvata sin dalle prime ore del mattino, perché è stata dimessa con tanto pressapochismo?». Rabbia che fa i conti con gli accertamenti in corso in uno scenario investigativo in cui è facile anticipare le mosse dei pm: saranno ascoltati i parenti della donna deceduta, mentre verranno eseguiti gli esami irripetibili su un caso destinato a mettere a fuoco le responsabilità di chi ha avuto in cura la paziente nella sua breve permanenza al Loreto.

IL MATTINO

04.11.2014.

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