CAMPANIA NAPOLI NEWS Forcella, il baby boss ammazzato tradito dai gregari
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il diciannovenne latitante Emanuele Sibillo era convinto di tornare nel centro storico per prendersi una rivincita: dal 9 giugno - cioè da quando la Procura aveva sferrato un sonoro colpo al cartello dei «bimbi camorristi» del gruppo Giuliano-Brunetti-Sibillo - qualcuno degli affiliati scampati alla retata aveva deciso di alzare la testa e di non pagare più la «rata» settimanale per gli introiti della vendita della droga nella zona dei Tribunali. Emanuele, quasi sicuramente seguito da suo fratello Pasquale, anch’egli latitante, e accompagnato da una «paranza» di delinquenti tutti giovanissimi, doveva anche vendicare uno schiaffo subìto dopo il ferimento di tre ragazzini tra domenica e lunedì. Cominciano a definirsi i contorni dell'omicidio del 19enne avvenuto a due passi dal Tribunale di Castelcapuano. E spunta un articolo sulla camorra scritto dalla vittima dell’agguato mortale per il giornalino della Comunità di Nisida: a all’età di 17 anni quando sognava di diventare giornalista. IL MATTINO.IT
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