CAMPANIA NEWS Pompei. «Cene e feste negli scavi»: è di nuovo bufera
INSERITO DA ANGELA CECERE
Pompei. «Una cena privata nell'arena dell'anfiteatro, è il modo giusto per valorizzare gli scavi e fare incassare qualche migliaio di euro alla soprintendenza o piuttosto è il modo peggiore per svendere e ridicolizzare un bene pubblico tutelato dallo Stato e riconosciuto dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità?». È l’interrogativo trasmesso attraverso un documento dell'Osservatorio patrimonio culturale, di Antonio Irlando, al ministro per i Beni culturali Massimo Bray, dopo la pubblicazione sul sito «You Reporter» di immagini di una cena nell'anfiteatro di Pompei. Ed è nuova bufera sugli scavi che cadono a pezzi. Per battere cassa la soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei affitta gli scavi a ricchi imprenditori. L’antica città sepolta indossa l’abito da sera per ricevimenti vip. Ad aprire le porte del sito archeologico ai party privati al chiaro di luna è stata l’ex legge Ronchey. Gli introiti del noleggio sono manna per le casse della soprintendenza, in quanto la royalty è reinvestita per finanziare il restauro di una antica domus. I costi? Accessibili. Cenare a lume di candela sotto il cielo stellato del suggestivo monumento archeologico, infatti, costa ventimila euro. Gli interessati inoltrano la richiesta all’ufficio grandi eventi dell’ente di Porta Marina Superiore, istituito appositamente per rispondere alle tante richieste che ogni anno riceve la soprintendenza, e i responsabili valutano le esigenze del richiedente, apportando modifiche e prescrizioni, e infine danno esito positivo alla pratica. di Susy Malafronte
IL MATTINO
29.09.2013.
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