CAMPANIA NEWS TORRE ANNUNZIATA. PROBLEMI AL CUORE, MUORE A VENTICINQUE ANNI
INSERITO DA EVA PAPPACODA Torre Annunziata. Una morte inaspettata. Violenta. Improvvisa. La rabbia, il dolore, il silenzio e poi i funerali. E’ successo tutto così in fretta per Eleonora Sacco e i suoi familiari. Aveva appena 25 anni e tanti sogni nel cassetto da realizzare. Ma in un’ora, la sua vita, i suoi sogni, le sue certezze, sono state cancellate. Spazzate via come il vento da una morte che non le ha lasciato scampo. Quella di un presunto caso di malasanità, come avevano gridato all’inizio i familiari, ma sul quale poi non hanno voluto presentare nessuna denuncia. “Ha già subito troppe operazioni quando era in vita, lasciatela stare almeno ora che è morta”. Lo urla mamma Anna in lacrime. E’ stremata, non potrà riabbracciare la sua bambina. Eppure c’è qualche familiare che chiede giustizia e non esita a sottolineare dubbi su quanto sia accaduto in quella stanza del nosocomio boschese dove la donna era ricoverata. Una sequenza assurda scandita dai battiti del suo cuore: prima veloci, troppo veloci, poi improvvisamente lenti, sino a quando quell’elettrocardiogramma ha smesso di tracciare la frequenza cardiaca. Eleonora è morta venerdì sera nell’Ospedale di Boscotrecase. Era una 25 enne diversa dalle sue coetanee. Aveva imparato a lottare già ad undici mesi, quando era stata sottoposta alla prima operazione al cuore per una malformazione congenita perché le valvole cardiache erano invertite . Da quel giorno la vita di Eleonora era cambiata: diventata grande prima di esserlo anagraficamente, aveva imparato a soffrire in silenzio. E in silenzio, senza far preoccupare la madre e la cugina anche venerdì sera, quando le sue condizioni si sono aggravate. Martedì sera Eleonora era arrivata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Boscotercase: “Non mi sento bene”. Questo quello che si sono sentiti dire i medici del nosocomio. Tra le mani la sua cartella clinica: la sua storia, le sue operazioni al cuore e anche l’ultima visita, quella al Monaldi di Napoli dove la giovane era in cura e veniva periodicamente sottoposta a controlli dai medici del reparto di chirurgia e dove sarebbe dovuta tornare fra sei mesi. Martedì era stata sottoposta a tutti gli interventi del caso, quelli predisposti dai medici, gli stessi che però hanno preferito ricoverarla e tenerla sotto controllo per altri due giorni. Ma venerdì le condizioni di Eleonora sono peggiorate: era nella stanza con sua madre e sua cugina: “Aveva mangiato la frutta che le avevamo portato - racconta Giusy - ha mangiato ciliegie, era sorridente e tranquilla. Dopo una mezz’ora ha iniziato a sudare, le ho asciugato le gocce di sudore e ho subito chiamato l’infermiera”. Quando però l’hanno visitata la prima cosa che Giusy si è sentita dire è stata: “E’ normale, è solo una reazione alla cura”. Pochi minuti e la situazione precipita: Eleonora vomita, il suo viso e le sue mani diventano cianotiche. La madre chiede l’intervento dei medici. Viene fatta allontanare: “Lei esca fuori, qua non può stare”. I medici iniziano le fasi di rianimazioni: mamma Anna e sua nipote Giusy guardano sconvolte la scena, immagini che non dimenticheranno mai. Una mascherina con l’ossigeno sulla bocca di Giusy che però non serve a salvarla. Quando i medici comunicano del decesso scatta la rabbia e il dolore: i familiari aggrediscono i medici che chiedono l’intervento dei carabinieri. In un primo momento accusano i medici “Le hanno praticato la defibrillazione, quella l’ha uccisa”. Si chiede l’intervento del Pm di turno che però, dopo aver ascoltato il personale medico e gli stessi familiari, non apre nessun fascicolo di indagine. La salma viene ridata ai familiari e ieri l’ultimo saluto. Nella chiesa Sant’Antonio di Padova ci sono tutti. Lacrime e sgomento ma il monito del parroco è uno: “Quando tutti urlavano Gesù stette in silenzio, ora è tempo di tacere, Eleonora e il suo sorriso ora sono nelle mani del Signore, non c’è tempo per chiedersi il perché di una morte così ma c’è tempo per avere fede”. Sono le 14,30 quando il feretro esce dalla chiesa e ad irrompere il silenzio un applauso ed un urlo “Eleonora, Eleonora non te ne andare”. E’ la voce del fratello Costantino, ma ormai Ele è in paradiso, l’angelo dal dolce sorriso. (Giovanna Salvati – Metropolis)
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