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sez. vangelo e meteo

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 03 APRILE 2013 A CURA DI ANGELA CECERE

3 Aprile 2013, 12:04pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/L/San_Luigi_Scrosoppi_Sacerdote/San_Luigi_Scrosoppi.jpgIL SANTO DI OGGI San Luigi Scrosoppi Sacerdote, Fondatore : “Suore della Provvidenza”

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nA CURA DI ANGELA CECERE

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,13-35. Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 

03 APRILE 2013

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 02.04.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA

2 Aprile 2013, 09:31am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA

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IN BREVE
Maltempo inizialmente generale, schiarite su Sicilia sulle Alpi, neve anche a 800m sulle Alpi orientali e nord Appennino, migliora sulla Sicilia con ultime piogge sul messinese-catanese, schiarite tra Molise e Gargano,  molti rovesci nel pomeriggio su centrali tutte, Campania, ancora temporali sulla Sardegna e piogge al nordest, migliora al nordovest e poi Toscana la sera.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL GIORNO A CURA DI EVA PAPPACODA

2 Aprile 2013, 09:26am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/F/San_Francesco_da_Paola_Eremita_e_fondatore/San_Francesco_da_Paola_M.jpg

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA SANTO DEL GIORNO S. FRANCESCO da PAOLA, Eremita, fondatore

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,11-18. 

Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro
e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».
Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!
Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».
Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 01 APRILE 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE VIDEO

1 Aprile 2013, 09:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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IN BREVE
Dapprima tempo migliorecon timide schiarite al nordest, Abruzzo-Molise, sud e Sicilia, clima mite al sud, poi subito maltempo sulla Sardegna,piogge al nordovest a partire da Piemonte e Liguria, ancora Emilia Romagna, poi dal pomeriggio- seramaltempo dalla Sardegna verso il Centro e Campania, piogge al nordovest, verso tutto il centrosud, Sicilia , Emilia Romagna dalla sera con maltempo su Toscana, Sicilia,e ovunque nella notte con neve a quote basse al nord fino a 800m su nord Appennino. Va meglio solo sulle Alpi-Prealpi.

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 01 APRILE 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE

1 Aprile 2013, 09:01am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/M/Madonna_dellArco/Madonna_dellArco_B.jpg

 Oggi la Chiesa celebra : Madonna dell'Arco

Santo(i) del giorno : B. LODOVICO PAVONI, Sacerdote e fondatore,  BB. JOSÉ ANACLETO González Flores e 3 Compagni, Laici e martiri

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,8-15. 
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli. 
Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 
Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno». 
Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. 
Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: 
«Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo. 
E se mai la cosa verrà all'orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia». 
Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi. 

Lunedì 01 Aprile 2013
Madonna dell'Arco
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Madonna dell’Arco

(Lunedì dell’Angelo)

 

Fra i tanti Santuari che costellano il territorio italiano, dedicati alla Madonna e fra i tanti titoli che le sono stati attribuiti nei secoli, ve n’è uno che la venera sotto il titolo di Madonna dell’Arco. Il Santuario omonimo e il culto popolare tributatole fa parte dei tre maggiori poli della devozione mariana in Campania: Madonna del Rosario di Pompei, Madonna di Montevergine e Madonna dell’Arco.

 

L’inizio del culto è legato ad un episodio avvenuto verso la metà del XV secolo; era un lunedì di Pasqua, il giorno della cosiddetta “Pasquetta”, cioè la famosa gita fuori porta di una volta, e nei pressi di Pomigliano d’Arco, alcuni giovani stavano giocando in un campetto a “palla a maglio”, oggi diremmo a bocce. Ai margini del campetto sorgeva un’edicola (la pia usanza di erigere edicole sacre lungo le vie, sui muri delle case, sull'ingresso dei pôderi, è antichissima) sulla quale era dipinta una immagine della Madonna con il Bambino Gesù, ma più propriamente era dipinta sotto un arco di acquedotto; da questi archi vengono i nomi di Madonna dell’Arco e Pomigliano d’Arco. Nello svolgersi del gioco, la palla finiva contro un vecchio tiglio, i cui rami ricoprivano in parte il muro affrescato, il giocatore che aveva sbagliato il colpo, in pratica perse la gara; al colmo dell’ira il giovane riprese la palla e bestemmiando la scagliava violentemente contro l’immagine sacra, colpendola sulla guancia che prese a sanguinare. La notizia del miracolo si diffuse nella zona, arrivando fino al conte di Sarno, un nobile del luogo, con il compito di “giustiziere”; dietro il furore del popolo, il conte imbastì un processo contro il giovane bestemmiatore, condannandolo all’impiccagione. La sentenza fu subito eseguita e il giovane venne impiccato al tiglio, vicino all’edicola, che però due ore dopo, ancora con il corpo penzolante, rinsecchì sotto lo sguardo della folla sbigottita. Questo episodio miracoloso suscitò il culto alla Madonna dell’Arco, che si sparse subito in tutta l’Italia Meridionale; folle di fedeli accorsero verso il luogo del prodigio, per cui fu necessario costruire, con le offerte dei fedeli, una cappella per proteggere la sacra immagine dalle intemperie.

 

Un secolo dopo il 2 aprile 1589, avvenne un secondo episodio prodigioso, era anche questa volta un lunedì dopo Pasqua, ormai consacrato alla festa della Madonna dell’Arco : una donna, Aurelia Del Prete, si stava recando alla cappella per ringraziare la Madonna, sciogliendo così un voto fatto dal marito, guarito da una grave malattia agli occhi. Mentre avanzava lentamente nella folla dei fedeli, le scappò di mano un porcellino che aveva acquistato alla fiera, nel cercare di prenderlo, sfuggente fra le gambe della gente, ebbe una reazione inconsulta: giunta davanti alla chiesetta, gettò a terra l’ex voto del marito, lo calpestò maledicendo la sacra immagine, chi l’aveva dipinta e chi la venerava. La folla inorridì, il marito cercò invano di fermarla, minacciandole la caduta dei piedi con i quali aveva profanato il voto alla Madonna; le sue parole furono profetiche: la moglie cominciò ad avere dolori atroci ai piedi che si gonfiavano e annerivano a vista d’occhio. Nella notte tra il 20 e 21 aprile 1590, notte di venerdì santo, “senza più dolore e senza una goccia di sangue” si staccò di netto un piede e durante il giorno anche l’altro. I piedi furono esposti in una gabbietta di ferro e ancora oggi sono visibili nel Santuario, perché la grande risonanza dell’avvenimento fece affluire una grande folla di pellegrini, devoti, curiosi, che volevano vederli per cui  si rese necessario costruire, grazie alle generose offerte, una grande chiesa, di cui fu nominato rettore S. Giovanni Leonardi da parte del Pp Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini, 1592-1605).

 

Il 1° maggio 1593 fu posta la prima pietra dell’attuale Santuario e già dall’anno seguente subentrarono a gestirlo e lo sono tuttora, i padri Domenicani. Vari prodigi si sono ripetuti intorno alla sacra effige, che riprese a sanguinare nel 1638 per diversi giorni; nel 1675 la si vide circondata da stelle, fenomeno osservato anche da Pp Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).

Il Santuario raccoglie nelle sue sale e sulle pareti, migliaia di ex voto d’argento, ma soprattutto migliaia di tavolette votive dipinte, rappresentanti i miracoli ricevuti dagli offerenti, che costituiscono oltre la testimonianza della devozione, una interessantissima carrellata storica e di costume dei secoli trascorsi.

 

Il culto della Madonna dell’Arco è sostenuto da antica devozione popolare, propagata da Associazioni laicali, sparse in tutta la zona campana, ma soprattutto napoletana, i suoi componenti si chiamano “battenti” o “fujenti” cioè coloro che fuggono, corrono; le Compagnie di questi devoti sono dette “paranze” e hanno un’organizzazione con sedi, presidenti, tesorieri, portabandiera e soci.

Hanno bandiere, labari, vestono di bianco, uomini, donne e bambini, con una fascia rossa e blu a tracolla che li caratterizza. Organizzano pellegrinaggi, di solito il lunedì dell’Angelo, che, partendo dai vari luoghi dove hanno sede, portano dei simulacri a spalla abbastanza grandi da impiegare trenta, quaranta uomini e sempre tutti a piedi e a volte di corsa. Percorrono, così, molti km per convergere al Santuario, molti sono a piedi nudi; lungo la strada si raccolgono offerte per il Santuario, cosa che fanno già da un paio di mesi prima, girando a gruppi con bandiere, banda musicale e vestiti devozionali per i rioni, quartieri e strade di città e paesi. Se il Santuario, con l’annesso grandioso convento dei Domenicani, è il centro del culto, in molte strade ed angoli di Napoli e dei paesi campani, sono sorte cappelline, edicole, chiese dedicate alla Madonna dell’Arco, che ognuno si fa carico di custodire, accudire e abbellire, così da continuare la devozione tutto l’anno e vicino alla propria casa.

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 29 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE

29 Marzo 2013, 09:50am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

A cura di Carmela Malafronte Oggi la Chiesa celebra : Venerdì Santo "In Passione Domini"

Santo(i) del giorno : S. GUGLIELMO TEMPIER, Vescovo di Poitiers (F)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 18,1-40.19,1-42. 
Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. 
Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. 
Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. 
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». 
Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. 
Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. 
Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». 
Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano». 
Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». 
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 
Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?». 
Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono 
e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno. 
Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «E' meglio che un uomo solo muoia per il popolo». 
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; 
Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. 
E la giovane portinaia disse a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». 
Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. 
Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 
Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. 
Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». 
Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». 
Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». 
Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote. 
Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». 
Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». 
Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò. 
Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. 
Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». 
Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». 
Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». 
Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. 
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». 
Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». 
Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». 
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». 
Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. 
Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». 
Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. 
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. 
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: 
«Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. 
Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». 
Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». 
Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». 
Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 
All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura 
ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. 
Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». 
Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande». 
Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». 
Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. 
Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». 
Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». 
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. 
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, 
dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. 
Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». 
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. 
I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». 
Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto». 
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 
Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così. 
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. 
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». 
Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. 
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». 
Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. 
E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. 
Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. 
Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe, 
ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. 
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. 
Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. 
E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. 
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. 
Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 
Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. 
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. 
Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. 

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 29 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE VIDEO

29 Marzo 2013, 09:28am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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IN BREVE
Inizialmente piogge al Centro, Emilia Romagna, est Liguria, Campania e Salento, ancora sul Triestino, tempo migliore altrove, mite sul resto del sud e Isole Maggiori. Poi ennesima perturbazione con piogge sulla Liguria  e Toscana-Umbria, maltempo sulla Liguria, alta Toscana, neve sulle Alpi a 1200m, peggiora sul nordest. Attenzione in serata piogge al Centro e nordest, neve a 1200m

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 28 MARZO 2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

28 Marzo 2013, 11:01am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372468 100002589730892 1334919553 nINSERITO DA CARMELA MALAFRONTE Oggi la Chiesa celebra : Giovedì Santo

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/G/San_Giuseppe_Sebastiano_Pelczar_Vescovo/San_Giuseppe_Sebastiano_Pelczar.jpgSanto del giorno : S. GIUSEPPE SEBASTIANO PELCZAR, Vescovo e fondatore

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 13,1-15. 
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 
Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 
Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 
si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. 
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 
Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». 
Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». 
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». 
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». 
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? 
Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 
Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. 

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 28 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE VIDEO

28 Marzo 2013, 10:55am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372468 100002589730892 1334919553 nINSERITO DA CARMELA MALAFRONTE

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IN BREVE
Nuova perturbazione in arrivo su tutte le regioni, più forte al centronord e Campania verso la Puglia e Basilicata, maltempo sulla Liguria  verso l'Emilia, la Lombardia,  neve a 800m, inizialmente a 400m in Piemonte,  maltempo verso sera dalla Lombardia ed Emilia verso Triveneto. Locali temporali anche su nord Sardegna e messinese. Neve in calo anchea 500-600m sulle Alpi orientali nella notte

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 27 MARZO 2013 A CURA DI ANGELA CECERE VIDEO

27 Marzo 2013, 13:07pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Mercoledì 27: giornata dal tempo migliore, in via generale,eccetto la Sardegna, dove sono presenti più nubi e piogge diffuse sin dal mattino, e più nubi con locali piogge in giornata anche sulle aree meridionali tra Campania, Lucania, Puglia, Nord Calabria e Messinese. Altrove tempo più asciutto, con nubi basse diffuse, anche frequente copertura del cielo e locali nebbie o foschie mattutine, ma scarse precipitazioni o deboli pioviggini, più probabili sulle Prealpi, sui rilievi emiliano-romagnoli e sul medio e basso Adriatico. Ampio soleggiamento sulle regioni tirreniche centrali, su Ovest Sicilia e, al mattino, anche tra Lucania e Sud Puglia.

Nord:nubi basse diffuse anche con locale copertura del cielo ma con scarse precipitazioni salvo qualche addensamento e deboli piovaschi o fiocchi in collina sulle Prealpi e piovaschi sulla Liguria centro-orientale e Ovest Emilia. Possibili anche ampie schiarite sul resto delle Alpi e su Est Friuli, Romagna. Temperature più o meno stazionarie con massime mediamente comprese tra  7 e 9° in pianura.  

Centro: cieli più nuvolosi sulle aree appenniniche e adriatiche ma senza piogge degne di nota o solo qualche piovasco debole tra Est Abruzzo e Molise; tempo asciutto e più soleggiato sulle aree tirreniche.  Venti deboli o localmente moderati da direzione variabile. 

Sardegna: cieli nuvolosi specie sulle aree centro-meridionali con piogge diffuse e anche rovesci moderati. Maggiori schiarite sui settori Nord, poi via via migliora un po' ovunque la sera. Temperature in lieve calo con massime tra 14 e 17° in pianura.  Venti moderati con rinforzi da S/SO sul Mare di Sardegna e sul Canale di Sardegna, moderati da Sud sui bacini tirrenici.  

Sud e Sicilia: nuvolosità irregolare sui settori peninsulari con addensamenti e qualche pioggia sparsa, specie tra Calabria, Campania e sulla Puglia ma non mancano anche spazi soleggiati; qualche piovasco sul Messinese, più asciutto e con maggiori schiarite altrove.    Temperature stazionarie o in leggero aumento sulla Sicilia con massime tra 12 e 17° in pianura sui settori peninsulari, fino a 19° in Sicilia, a Palermo. Venti moderati con rinforzi sudoccidentali sulla Sicilia, sulla Campania, sulle aree appenniniche e sullo Ionio occidentale; venti moderati da NO sul basso Adriatico. 

27 MARZO 2013


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